I diritti imprescrittibili del lettore

Come ho introdotto nel mio precedente articolo, essere lettori non è facile, non lo è mai stato e probabilmente non lo sarà mai. Soprattutto oggi, dove non di rado un lettore viene accusato, solo perché tende a preferire il mondo dei libri rispetto a quello reale, di sprecare il suo tempo in un’attività inutile – tempo che dovrebbe sfruttare per “godersi la vita” finché è in tempo -, trovare un buon lettore è una scoperta rara, anche perché il mondo letterario attuale non dà spazio alla qualità ma soltanto al guadagno: oggi un libro non viene pubblicato perché è un buon libro, ma perché si prevede che avrà un buon impatto sulla folla, perciò essere dei lettori consapevoli, di quelli che non leggono tutto quello che capita a tiro ma che scelgono minuziosamente i loro libri, non è affatto una cosa semplice. Un altro serio problema che deve affrontare un lettore del 2011 è la mancanza di tempo: oggi tutti corrono di qua e di là, tutti hanno fretta, nessuno ha mai il tempo (o la voglia) di sdraiarsi sul divano in compagnia di un buon libro.
Ma per fortuna, oltre a questa serie di impedimenti (che non si limitano, purtroppo, a quelli che ho appena scritto), esistono anche una serie di diritti inventati apposta per noi lettori, un decalogo di leggi che ciascuno di noi dovrebbe conoscere a memoria. Mi riferisco, naturalmente, ai

Diritti imprescrittibili del lettore

di Daniel Pennac (dal libro “Come un romanzo”).
1. Il diritto di non leggere.

Naturalmente, “non leggere” non significa “non leggere mai“, o non si sarebbe più lettori… ma una qualche pausa dovremo pur prendercela, no?

2. Il diritto di saltare le pagine.

È il libro che deve essere al servizio del lettore, non il contrario, perciò se il suddetto libro è noioso in alcuni punti, il lettore deve avere tutto il diritto di saltarli.

3. Il diritto di non finire il libro.

Proprio non capisco coloro che finiscono a ogni costo tutti i libri che iniziano: perché sprecare tempo a leggere un libro che non piace, quando potremmo impiegare lo stesso tempo a leggerne uno migliore?

4. Il diritto di rileggere.

Odio quelli che, vedendomi rileggere un libro, dicono: «Ma non l’hai già letto? Perché non ne leggi uno nuovo?» Lo so io perché non ne leggo uno nuovo, tranquillo.

5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa.

Detesto anche coloro che criticano le scelte altrui, o che addirittura costringono a leggere un determinato libro. Ti va di leggere Guerra e Pace? Oppure Tre metri sopra il cielo? Ottimo, liberissimo di farlo.

6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa).

Assolutamente legittimo, oltre che liberatorio, scegliere di leggere un libro per estraniarsi dalla realtà, per vivere in un mondo migliore. In mancanza di meglio, un buon libro aiuta sempre.

7. Il diritto di leggere ovunque.

Questo è il diritto che reclamo di più, ma che spesso mi viene negato: cosa c’è di male nel leggere sulla corriera, in attesa all’ufficio postale o dal medico, sulla brandina mezza sfondata che sta in terrazzo, a testa in giù in posizione yoga oppure… lì-dove-so-io?

8. Il diritto di spizzicare.

Altro diritto indispensabile, ma che certe case editrici hanno pensato bene di rendere impossibile incartando i loro libri con la pellicola protettiva, in modo che non vi si possa sbirciare dentro prima di acquistare… Per fortuna, però, ci sono gli estratti scaricabili gratuitamente.

9. Il diritto di leggere ad alta voce.

Questo è più un dovere che un diritto: il diritto dovrebbe essere “avere sempre qualcuno disposto a leggere a voce alta”. In ogni caso, non c’è niente di meglio che leggere un libro a qualcun altro o sentirselo leggere… è magico, in una parola.

10. Il diritto di tacere.

Sante parole. Perché mai dovrebbero importare le famose “impressioni” su di un libro letto? Svelarle è come rompere l’intimità che si è creata tra libro e lettore, assolutamente da non fare.

Per fortuna, però, i diritti di noi lettori non si limitano a questi (che già non sarebbero male, se tutti li rispettassero). Infatti, ecco qua soltanto per voi i nuovi diritti del lettore: diritti che, pur tenendo in considerazione i “vecchi”, si adattano di più alle esigenze del nostro tempo. Signore e signori, ecco a voi…

I diritti del lettore… secondo me!

1. Il diritto di non essere interrotti.

Quante volte eravate così presi da un libro da non accorgervi più di cosa stava accadendo attorno a voi e siete stati costretti ad abbandonarlo perché dovevate andare a riordinare la camera, perché era ora di pranzo, perché dovevate asciugare i piatti, perché dovevate spazzare il balcone, perché era tempo di andare a dormire… o, ancora peggio, perché qualcuno aveva voglia di interrompervi per il semplice gusto di farvi arrabbiare? Bene: da oggi, ogni volta che questo accadrà di nuovo, potrete invocare questo nuovo diritto.

2. Il diritto di avere sempre con sé tutti i libri che desidera.

Si preannuncia una vacanza all’insegna del “dolce far niente”, la cui unica fatica sarà il percorso “hotel-spiaggia-spiaggia-hotel”? All’ufficio postale c’è una fila interminabile? C’è un lungo viaggio in treno da fare? Nessun problema, grazie al libro (o ai libri) che avrete portato insieme a voi. Non c’è abbastanza spazio nella valigia? Poco male: vorrà dire che si dovrà rinunciare a un paio di pantaloni o a una qualche maglietta.

3. Il diritto di non essere presi in giro per la loro passione.

Soprattutto durante la scuola media, i simpaticoni che mi davano della sfigata e che mi dicevano “Smettila di leggere e fatti una vita!” spuntavano come funghi. Se ai tempi avessi potuti avvalermi di un diritto del genere, la vita sarebbe stata senz’altro più facile. Credete che la lettura sia un’attività da vecchietti? Liberissimi di continuare a crederlo, ma non provate a impedirmi di leggere.

4. Il diritto di non essere giudicati negativamente perché leggono un certo libro.

«Il fantasy è un genere per bambinetti scemi», «Gli harmony sono storielle adatte solo a lettori di serie B», «Guerra e Pace è un libro per vecchi».
Quante volte siete stati attaccati mentre leggevate un particolare libro e le accuse che vi sono state rivolte assomigliavano a quelle appena scritte? E se io avessi voglia di leggere 3MSC per problemi di stitichezza? O se volessi leggere I promessi sposi in mancanza di un buon sonnifero? Perché il semplice fatto che uno stia leggendo un determinato libro implica per forza che lo stia adorando?

5. Il diritto di non essere influenzati nel dare il giudizio su un libro.

Con questo vorrei bruciare sul rogo tutte quelle patetiche fascette che si trovano sui “best-seller diventati tali prima ancora di essere scritti” (insieme, naturalmente, al loro ideatore).
Perché mi tocca leggere che Eragon è «Un’opera di grande talento. Firmato: il Times» o che Federico Ghirardi è un «giovane di talento che ha scritto un bellissimo romanzo fantasy. Firmato: il Corriere della Sera»? Perché devo sentirmi un’idiota che non sa giudicare i libri solo perché il tal scrittore/giornale famoso ne decanta tutti i pregi? Perché devo essere la pecora nera dei 10 milioni di lettori che hanno adorato alla follia il libro in questione? È inevitabile, poi, che siano pochi i lettori capaci di dire veramente ciò che pensano di un libro.

6. Il diritto di dire che un libro è brutto.

Come conseguenza del diritto precedente, se sostieni (naturalmente motivando il tuo pensiero) che un libro è brutto sei solo un invidioso/frustrato/ignorante che sa solo attaccare i libri altrui. I libri, infatti, si possono giudicare solo ed esclusivamente in modo soggettivo, così nessuno si offende.
Ti va di dire che secondo me Scusa ma ti chiamo amore è molto meglio di quella borsa della Divina Commedia?
Hai voglia di scrivere che Manzoni non sa scrivere, se messo a confronto con Stephenie Meyer?
Benissimo. E allora perché io non posso replicare, documentando la mia critica con affermazioni motivate, che è la Meyer a non saper scrivere? O che Dante scrive cose leggermente più profonde di Moccia?
No, non posso, perché i gusti sono soggettivi. O almeno così mi dicono.

7. Il diritto di non essere obbligato a leggere.

Sono molti, tra genitori e insegnanti, quelli convinti che se un ragazzo non legge, l’unico modo per farlo avvicinare alla lettura sia costringerlo. E sono altrettanti quelli che, poi, si lamentano che il ragazzo in questione preferisca giocare alla Playstation piuttosto che “sognare” grazie alle parole del Manzoni.
Forse non hanno afferrato che obbligare qualcuno a leggere sia un ottimo metodo per far odiare la lettura, non certo per farla amare.

8. Il diritto di poter spendere quello che vuole in libri.

Ultimamente, i libri costano molto, basta entrare in libreria per accorgersi che è quasi impossibile trovare libri a meno di 15€. Se però siamo in un periodi di sconti o se ci troviamo in una bottega dell’usato, questo problema non si pone… perciò perché proibire a un lettore di spendere i soldi che vuole in libri?

9. Il diritto di leggere libri di qualità.

Questo è un diritto un po’ utopico, visto che oggi quella che viene pubblicata non è la merce di qualità ma la merce che fa guadagnare; ma questo dovrebbe valere sempre: ogni volta che un lettore apre un libro, dovrebbe poterlo richiudere con la consapevolezza che – gusti personali a parte – si è trattato di un libro oggettivamente valido. Peccato che ciò non accada quasi mai.

10. Il diritto di passare la palla.

Naturalmente, i libri possono piacere e non piacere, e a meno che un libro non sia il più ributtante testo mai scritto, non è da escludere che forse quel libro che a noi non è piaciuto, un giorno, potrà capitare tra le mani di un lettore in grado di cogliervi qualcosa di buono. Perciò scambiate i libri che non avete apprezzato, rivendeteli o regalatevi: chissà che non vengano trovati da un lettore capace di trovare quel qualcosa che noi non siamo riusciti a trovare?

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7 Risposte

  1. Fr@ ha detto:

    3. Il diritto di non finire il libro.
    Io sono una che non si avvale di questo diritto. Perchè lo faccio? Non lo so nemmeno io veramente..forse perchè penso “magari, se continuo, il libro migliora” oppure “chissà, se l’avessi finito magari mi sarebbe piaciuto”.
    L’ultima “impresa” è stata La Regola Delle Ombre di Giulio Leoni..abbandonato-ripreso-abbandonato-ripreso per più di un anno e finalmente sono riuscita a finirlo (orribile, per la cronaca..almeno secondo me ^^)

    4. Il diritto di rileggere.
    Sacrosanto diritto! Io a volte sento proprio il bisogno di rileggere certi libri =)

    8. Il diritto di spizzicare.
    Se mi trovo in un grande magazzino (nelle librerie è difficile farlo) me ne infischio e tolgo la pellicola! Non compro libri a “scatola chiusa”.

    4. Il diritto di non essere giudicati negativamente perché leggono un certo libro.
    Lasciamo perdere… “Vent’anni e ancora leggi fantasy????? ” Se mi pagassero tutte le volte che sento questa frase sarei ricca sfondata!

    8. Il diritto di poter spendere quello che vuole in libri.
    Eh eh questo è un diritto inalienabile! A volte penso che dovrei farmi sequestare il portafoglio..se passo da una bancarella con delle occasioni convenientissime torno sempre a casa con un libro..però sono sempre contenta =)

    Ciaooo

  2. topolinamarta ha detto:

    “Io sono una che non si avvale di questo diritto. Perchè lo faccio? Non lo so nemmeno io veramente..forse perchè penso “magari, se continuo, il libro migliora” oppure “chissà, se l’avessi finito magari mi sarebbe piaciuto”.”
    Se me l’avessero chiesto, anch’io solo poco tempo fa sarei stata dello stesso parere. Poi però molto, ma mooolto raramente quei libri poi miglioravano tanto da farmi dimenticare le pagine in cui avrei voluto mollarli, perciò mi sono detta: “Chi me lo fa fare?”

    “Eh eh questo è un diritto inalienabile! A volte penso che dovrei farmi sequestare il portafoglio..se passo da una bancarella con delle occasioni convenientissime torno sempre a casa con un libro..però sono sempre contenta =)”
    Dovresti vedere me quando incontro una bancarella ^^

  3. Sandro Ditrento ha detto:

    Sottoscrivo pienamente questi diritti (Bè, quasi pienamente: sul diritto a leggere ad alta voce ho qualche riserva, sopratutto quando c’è, vicino a me, qualcuno che, leggendo a voce alta, disturba me che sto leggendo, senza parlare, tutt’altro libro).
    Dove si firma?
    Dopo che ci saremo liberati di Berlusconi, che certo quanto a promozione della cultura (e ancor più dei libri nonostante possegga la Mondadori) non è stato ai primi posti, propongo che il nostro parlamento promulghi una legge che renda obbligatorio il rispetto di tali diritti, e lo sconto del 99% sul presso di copertina per tutti i lettori con reddito inferiore ai 100.000,00 euro annuali.
    Che ne pensate? :-))

    • Fr@ ha detto:

      Sconti per noi lettori? A me la penna, firmerei all’istante! Dal momento che i prezzi dei libri sfiorano l’indecenza..la soluzione momentanea sarebbe bancarelle e acquisti da internet ma non tutti possono comprare on line!
      Nemmeno i classici (con qualche eccezione) hanno prezzi ragionevoli ormai..povero il mio/nostro portafoglio.
      è vero che spesso rinuncio a un paio di scarpe per amore dei libri ma essendo una studentessa universitaria, con tutte le spese tra tasse, bollette e libri per studiare (taccio sui prezzi scandalosi di questi, ci sarebbe da dare l’ergastolo a certa gente) a volte il rimorso di coscienza è inevitabile quando acquisto libri di “piacere”..per fortuna passa appena inizio a leggere =)

  4. Martha ha detto:

    Post fantastico, come sempre! *O*
    Mi trovo d’accordo su tutto, in particolare con i diritti numero 1,3,6,7,8 e 9. Il commento al diritto di dire che un libro è brutto è una delle cose più acute e intelligenti che abbia mai letto su Internet. Ancora complimenti per il blog!

    P.S. per Sandro Ditrento: anche io obbligerei il governo a firmare una legge di sconti sui libri! *O* Davvero, nella libreria sotto casa mia i libri hanno prezzi ASSURDI: 10 euro per un “Delitto e Castigo”, quasi 15 euro per “Hunger Games”, 20 euro per “Il Signore degli Anelli”, 12 euro per il mio amato “1984”…Poi ci credo che l’italiano medio(con stipendio medio) non ha voglia di leggere!

  5. Carmela ha detto:

    Diritto di rileggere il diritto che secondo me i lettori se sono lettori seguono alla lettera

  1. aprile 23, 2013

    […] mi sono piaciuti, che sono stati abbandonati a metà, come ci autorizza a fare il 3° articolo dei ” diritti del lettore” di Pennac. Se un libro non mi “prende” nelle prime 30 pagine . . . posso andare avanti ancora […]

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