Recensione: Immagina

Eccomi di nuovo con la recensione di un altro libro inviatomi tramite il progetto “Libri in cambio di recensioni“: Immagina di Yami.

Titolo: Immagina
Autore: Yami
Genere: fantasy, bidimensionale, Giappone
Editore: Sangel
Collana: Cortona
Pagine: 396
Anno di pubblicazione: 2011
ISBN: 9788897040156
Prezzo: € 18,00
Formato: rilegato
Valutazione:

Ringrazio l’autrice per avermelo inviato in formato eBook.

Ho impiegato più del previsto a concludere questo romanzo, un po’ per la lunghezza (400 pagine non sono poche per un eBook, almeno secondo i miei standard), un po’ perché preferisco comunque dedicarmi a uno dei miei cari “vecchi” libri cartacei piuttosto che a un eBook. Se devo essere sincera, ero partita un po’ prevenuta, dubitando che mi sarebbe toccato di leggere un capolavoro… e invece mi sono dovuta ricredere. Cioè, Immagina non sarà un capolavoro, ma l’ho trovato comunque un buon romanzo.

Feo è un ragazzo come tanti altri: nonostante le sue qualità, non riesce a sentirsi inserito nel gruppo dei suoi coetanei, né a realizzare i propri sogni e ideali. La sua vita sembra avere una svolta quando conosce una ragazza speciale, ma la felicità dura poco, perché un giorno viene separato da lei, e Feo finisce per chiudersi in sé stesso… fino a quando una notte non si addormenta, quasi desideroso di non svegliarsi più. Quando si risveglia, però, si ritrova davanti un vecchio, che si presenta come il custode delle chiavi del passaggio tra il mondo della veglia a Immagina, la terra dei sogni. L’uomo gli offre la possibilità di cercare il senso della sua esistenza lì dove ha dimenticato qualcosa di molto importante, ma lo avverte: non sarà un viaggio facile. Le terre di Immagina non sono popolate soltanto da creature fantastiche e luoghi meravigliosi, ma anche dagli Incubi, entità spaventose che perseguitano gli abitanti e i sognatori, seminando ovunque dolore e distruzione. Ma deve decidere velocemente: il passaggio non può rimanere aperto per molto tempo. E Feo accetta.

Di questo parla il primo capitolo del libro. In che genere di mondo si troverà Feo?, viene da domandarsi. In una terra fiabesca come quella di Alice nel Paese delle Meraviglie o in un mondo incantato come Narnia? Oppure in uno in guerra come la Terra di Mezzo all’epoca delle avventure di Frodo?
No, niente di questo: Feo viene catapultato in una terra fantastica dalle atmosfere giapponesi: è una terra da sogno meravigliosa, popolata da strane creature. Ma i sogni non sono l’unica cosa che la caratterizza: ci sono anche gli incubi, gli spaventosi nemici dei sognatori, coloro che vivono a Immagina.
Un’idea che ho trovato ben fatta e originale, devo dire: in Immagina c’è ben poco dei classici fantasy a cui siamo abituati, e la contrapposizione tra sogni e incubi è una trovata che mi è piaciuta davvero molto. Sebbene ci siano alcuni punti in apparenza scontati (storie d’amore a triangolo, persone che scompaiono, altre che non si conoscono…), l’autrice ha avuto la bravura di inserire quasi sempre un colpo di scena imprevisto, un elemento inaspettato che rende più interessante la lettura. Uno scrittore che sa “prendere in giro” i propri lettori, facendo credere loro di introdurre degli elementi apparentemente banali per poi costringerli a rimangiarsi tutto, secondo me, è da ammirare: non sono molti quelli che sanno fare questo.

Parliamo un po’ dei personaggi, che, devo dirlo, mi sono piaciuti un sacco.
Chi non si è mai sentito un po’ Feo, quando non riusciva a essere accettato tra i coetanei, subiva una delusione d’amore e desiderava addormentarsi e non svegliarsi più? Detto così potrebbe sembrare il classico giovane con un carattere fragile e con problemi di autostima, ma presto ci si accorge che Feo ha qualcosa di più del “semplice ragazzo un po’ sfigato”: mi è piaciuto che, nonostante sia l’eroe della storia, spesso fosse difficile anche per lui non subire la violenza degli Incubi.
È un personaggio riuscito, secondo me: né troppo buono né troppo cattivo, né troppo “eroe” né troppo “mollaccione”. Un buon equilibrio, diciamo. Okay, durante la storia tende a svenire un po’ troppo spesso per i miei gusti, e a volte si deprime e comincia a piangersi addosso, ma tutto sommato mi è parso ben realizzato.
Un altro personaggio che ho apprezzato davvero tanto è stato l’esuberante Bello: in apparenza sembra sciocchino, superficiale e anche un po’ stupido, forse perché per lui ogni momento è buono per fare una battuta, ma poi si viene a sapere che ama moltissimo leggere e che ogni sera scrive i resoconti delle sue avventure, sperando, un giorno, di poterli trasformare in un libro tutto suo. Ho adorato la pagina dove viene scritto questo: rivela una parte nascosta di Bello, una parte che lo rende molto più profondo di quello che non sembri, gli fornisce uno spessore inedito che me lo ha reso persino più simpatico. Mi piace molto, in pratica, quando un personaggio apparentemente superficiale dimostra di possedere delle qualità che lo rendono migliore:

«Devi sapere che lui tiene un diario e ci scrive qualcosa tutte le sere» spiegò lei [Moo-chan].
«Non è un semplice diario. Come lo dici tu la fai sembrare una cosa da femminucce» protestò quello [Bello] imbronciato. Moo-chan replicò con una linguaccia. La divertivano le smorfie di Bello quando lo punzecchiava.
«Cosa scrivi?» chiese Feo.
«Beh…» fece Bello, imbarazzato dal suo interessamento «Scrivo i resoconti delle missioni che abbiamo svolto. Magari un giorno, mettendoli insieme, potrò scrivere un libro tutto mio» spiegò timidamente, abbassando lo sguardo come chi teme di essere deriso per i propri progetti.
«Sarebbe fantastico» disse Feo. Sorrise ed aveva un’espressione sincera ed incoraggiante.
«Lo pensi davvero?» esclamò Bello emozionato.
«Perché no? Se è quello che desideri, fallo».
Nessuno sembrò più felice di Bello in quel momento.

Gli altri personaggi, naturalmente, non sono da meno, ma è in particolare a questi due che sento di essermi affezionata.

Per quanto riguarda lo stile, però, non mi sono trovata altrettanto entusiasta: in generale l’ho trovato scritto bene, senza gli errori tipici che commettono gli esordienti, ma ci sono diverse sviste che, se fossero passate tra le mani di un editor, sarebbero state eliminate, rendendo così il libro ancora migliore. Purtroppo, questo non è successo, e spiegherò subito come mai dico questo tramite alcuni esempi presi direttamente dal testo.
Il mostrato, nel complesso, è buono, tranne forse nel capitolo iniziale, dove troviamo un resoconto della vita di Feo che mi è sembrato un po’ noioso e, tutto sommato, tirato via. Come in questo punto, per esempio:

Si voltò di scatto. Un vecchio, vestito in modo strano e con lunghi capelli bianchi se ne stava ritto davanti a lui […]

Dire semplicemente “vestito in modo strano” non fa vedere nulla, è raccontato. A volte sembra addirittura che l’autrice stia creando la trasposizione scritta di un fumetto giapponese, che – si sa – è una cosa da evitare. In altri punti, però, le cose vanno meglio:

Il sole picchiava forte, mentre il canto delle cicale faceva da accompagnamento ad un leggero venticello che cospargeva il prato di petali di ciliegio.

Un’immagine del genere rende bene l’atmosfera estiva, per esempio. Un’altra descrizione che ho apprezzato molto è questa:

In quel preciso istante, Feo aveva sentito qualcosa di caldo e pesante gravare sul suo petto come se una goccia di inchiostro, nero e denso come petrolio, gli fosse caduta sul cuore, lasciando una grossa chiazza scura: era di nuovo solo.

… e per fortuna le parti mostrate sono in maggioranza rispetto a quelle raccontate.
Tra gli altri difetti di stile, ho trovato molte “d” eufoniche inutili, un sacco di “??!”, che in italiano non esistono, “Hei!” al posto di “Ehi! e imperfezioni di vario genere, come:

– ripetizioni:

Feo annuì e, non appena Fauno li raggiunse, si avviarono tutti insieme su per una stradina un po’ isolata, allontanandosi così dall’epicentro della festa. Avrebbe preferito rimanere a guardare ancora un po’, ma non appena arrivarono alla locanda trovò uno spettacolo altrettanto interessante da ammirare.

– troppi avverbi in “-mente”, soprattutto di “improvvisamente”, come ad esempio in questa schifezza:

Purtroppo però l’effetto durò pochi secondi e non appena cessò, lo spettro accorciò immediatamente le distanze che lo separavano dalla sua preda.

– errori veri e propri, come “sono apposto”, ripetuti anche diverse volte:

«E’ tutto apposto?» chiese Bello impensierito mentre con l’aiuto di Moo-chan lo aiutava a rialzarsi.

[…]aggiunse Fauno rimettendo apposto la passerella.

«No grazie, sono apposto».

– espressioni infelici come:

A causa del forte vento, l’acqua era entrata dentro formando una pozza sotto la finestra.

Non sapevo che si potesse “entrare fuori”! ^^

A parte questi errori per lo più veniali, sono rimasta soddisfatta: tre stelline e mezzo assolutamente meritate. Davvero una bella storia, complimenti: fosse come Immagina la media dei libri fantasy che si trovano sugli scaffali!

PS: ah, dimenticato di menzionare i bellissimi disegni!

Il passaggio verso Immagina...

Potrebbero interessarti anche...

84 Risposte

  1. Il libro Immagina fa schifo ha detto:

    “Admin lascialo perdere, inutile cercare di ragionare con gente che non è aperta ad un confronto serio e costruttivo. E soprattutto non sminuirti: la cultura e la conoscenza non derivano dalla quantità dei libri che leggi, ma dall’apertura mentale e dalla capacità di accogliere le opinioni altrui senza scaldarsi o cominciare ad offendere per darsi ragione. In quanto a maturità, dall’alto dei tuoi 16 anni ne stai mostrando molta più di lui.”

    Eccola qua la classica “fan” che offende una persona che ha “osato” criticare la sua beniamina. MIku, ma quanti anni hai? Il Lettore ha semplicemente detto che ‘sto libro non gli piace e io sono completamente d’accordo con lui.

    “Tolgo le tende, perchè son sicuro che ti scatenerai dopo il mio commento, ma non pensare che io stia qui a leggerti e reggerti il gioco.”

    Il Lettore non si è più visto, forse ha capito che con voi è inutile parlare (anche se forse abrebbe potuto spiegare meglio le sue ragioni, cosa che ho fatto io)

    • topolinamarta ha detto:

      Eccola qua la classica “fan” che offende una persona che ha “osato” criticare la sua beniamina. MIku, ma quanti anni hai? Il Lettore ha semplicemente detto che ‘sto libro non gli piace e io sono completamente d’accordo con lui.

      Posto che ho già scritto che “Miru, è vero che Il Lettore si è espresso in modo duro, ma è anche vero che tu non stai favorendo un confronto amichevole”. Qui nessuno ha offeso nessuno, semplicemente c’è qualcuno che dovrebbe imparare a esprimersi meglio motivando quel che dice.

      Il Lettore non si è più visto, forse ha capito che con voi è inutile parlare (anche se forse abrebbe potuto spiegare meglio le sue ragioni, cosa che ho fatto io)

      Chi intendi con “voi”?

  2. Il Libro Immagina fa schifo ha detto:

    intendo “voi” miku e yami

  3. Il Libro Immagina fa schifo ha detto:

    ma io non ho niente da nascondere 🙁
    lo so che non mostrare la vera e-mail non è corretto. Il punto è che io non ho l’email (a proposito devo sbrigarmi a procurarmela perchè mi serve) ma se ci rifletti io potevo anche scrivere un dominio a caso (tipo gmail) e tu non ti saresti accorta di niente, ti pare?

    “e pertanto se io volessi contattarti in privato non potrei farlo”
    perchè cosa vorresti dirmi?

    • topolinamarta ha detto:

      Almeno ti saresti reso credibile ^^ E comunque me ne sarei accorta, se mai avessi avuto bisogno di contattarti: l’email mi sarebbe tornata indietro 😉

      Al momento non devo dirti niente, ma mi sembra giusto, dato che la mia email è disponibile per tutti, che per tutti gli utenti sia lo stesso.

  4. Il Libro Immagina fa schifo ha detto:

    Almeno ti saresti reso credibile ^^ E comunque me ne sarei accorta, se mai avessi avuto bisogno di contattarti: l’email mi sarebbe tornata indietro

    veramente? come fa l’email a tornare indietro? O_O

  5. JBD89 ha detto:

    Salve a tutti, premetto che non ho un account di e-mail attivo, ormai facebook sostituisce questi campi, tra l’altro preferisco l’uso del cellulare o ancora meglio gli incontri di presenza, perciò mi scuso, visto che ho letto che la mail “impossibile” potrebbe essere interpretata come uno scudo dal “rintracciamento”. Ho personalmente letto “Immagina”, più volte, e ho riscontrato questi punti:
    1)Mi piace l’idea di partenza della ricerca di un posto nel mondo, una soluzione che sembra inarrivabile o inesistente, idea che spinge a momenti bui nella vita di ognuno e che ognuno vive, volendo anche in età più avanzate della vera e propria adolescenza come nel caso di Feo.
    2)Non replico sulla scelta dei nomi o del titolo, effettivamente quest’ultimo è diretto e stimolante, invoglia alla lettura per saperne di più. “E’ un titolo strano, proprio perchè semplice, una semplicità dietro la quale si potrebbe celare il mistero,..” ho pensato al primo sguardo.
    I punti “positivi” sono più o meno questi, ma come altri ho trovato anch’io dei punti “negativi”, se così vogliamo definirli:
    1)I nomi dei personaggi….va bene, a parte i quattro indovini che hanno nomi palesemente giapponesi, non ho visto questa grande introspezione nel Giappone e nella cultura (a parte un breve antefatto della vita “terrena” di Feo, che poco ci racconta di qualunque cosa voglia essere definita ambientazione sul Giappone….mi dispiace, stesso motivo per il quale, tra l’altro, non vedo nulla di più scorretto che la definizione di “manga/anime svolto in un libro”….assolutamente no!). In più il resto dei nomi hanno origine palesemente greca o latina (non romana ti pregooo!!!), come l’autrice stessa ha detto nel suo commento, ma non sto qui a spiegarli, soprattutto alcuni, che conterrebbero spoilers (anche se io, da brava classicista uscente, non ho potuto che fare due più due riguardo al nome di Feo….mi dispiace doverlo dire, ma cerco di essere sincera).
    – Un’altra cosa riguardo ai nomi: “Moo-chan”?! Va bene, non sto a chiederti i motivi del “Moo”, ma mi spieghi perchè il “-chan”?!?! Come si nota dal “-” questo è un SUFFISSO, appartenente sì alla lingua giapponese per indicare confidenza con una persona di sesso femminile, ma è appunto un suffisso che la persona in questione non usa MAI e dico MAI in prima persona (secondo me non è una svista, ma un gran bell’errore)!!!
    2)Il tono della narrazione: semplice, diretto, a volte proprio quotidiano. Capisco le motivazioni da te citate, ma ciò non toglie che usando questo tipo di “lessico” l’attenzione cala, cala, cala, fino al punto di pensare che sia un libro effettivamente “leggero”. Mi spiego meglio: il tema fondante della storia per come l’ho recepito io, diventa un punto d’inizio che non viene così sviluppato…per niente! Dopo l’inizio si presenta al lettore una serie di fatti, più o meno deprimenti(quasi sempre più con continui svenimenti, un po’ fastidiosi e ridondanti) fino ad arrivare alla conclusione, lasciandomi sempre in attesa di una svolta, di un cambiamento, il classico che si presenta in questo tipo di trame “adesso succede qualcosa” e via tre capitoli sei ancora lì che aspetti che accada, ma la ciliegina viene dopo:
    3)La conclusione. Quando ho finito il libro non potevo credere che finisse così, ma ovviamente è un mio personale pensiero. Feo è stato sfigatissimo, nonchè iperfortunato in altre circostanze, al punto dell’innaturale (tanto è vero che anche il suo ruolo si capisce circa al secondo capitolo, scontatissimo) fino ad arrivare al climax, l’apice la scena madre e ti dici “ci sarà una buonissima ed intrigante ragione per cui tutto ciò è accaduto” ed invece ci ritroviamo con un “invito banale e stupido, nonchè perfettamente svelabile come inganno, un viaggetto, una vacanza da nulla e se è il diavolo che ti dice che starà buono, tu, angelo, fidati sai?” insomma non è per niente credibile (certo per un bambino potrebbe anche darsi, ma considerando questi aspetti consiglierei la lettura a persone fra i 10 e i 14 anni massimo…)!

    -Tuttavia, l’errore principale ed imperdonabile per me, che sì, come lettrice si è sentita tradita è il fatto che alla fine non ci sia una conclusione al percorso inizialmente intrapreso. Feo non trova un suo posto nel mondo, non sa affrontare la vita reale, fa questo viaggio fantastico dove non cresce per nulla psicologicamente e per una serie di fortunati eventi si ritrova al suo posto bello e servito. Se fossi stata io a scrivere avrei riportato il tutto dov’era iniziato, sulla Terra, magari finendo per rivelare che tutta quella storia era davvero stata un “sogno”, ma dal quale finalmente avrebbe trovato sbocco la soluzione al problema…o anche no, se non se ne vede nessuna! Magari inserendo in seguito nella sua vita un “incontro fortuito” fra Feo, con un nuovo carattere più consapevole, intraprendente e fiducioso o rassegnato a seconda della condizione “soluzione trovata/non trovata”, e Moo, che si sarebbero detti “Penso di averti già visto da qualche parte, è come se ti conoscessi da tempo. Forse è stato in un sogno”, smielato, favolistico…okay, ma sarebbe stata una conclusione nettamente migliore a mio avviso, insomma qualcosa la deve pur trasmettere come finale al problema iniziale, se no non ha senso! Proprio perchè il tema mi interessava molto questa è stata la cosa che mi ha deluso di più fra tutte, non lo nascondo.

    Avrò scritto un poema, concludo dicendo che queste ovviamente sono impressioni strettamente personali dettate dalla mia esperienza di lettura e che non c’è accusa su nulla. Prendetela come una somma di punti di vista, tutto in chiave di un “se avessi scritto io…” ma ovviamente non è così e ci tengo a dire che nonostante tutte queste cose che ho notato,l’esordio di questa scrittrice non è che un punto d’inizio, spero verso altri lidi, magari anche più proliferi di questo, che comunque è un ottimo punto di partenza. Continua a scrivere Yami, la maturazione di uno scrittore, come ci insegna la letteratura, avviene nel tempo e a furia di tentativi, le prime opere, soprattutto quelle giovanili, hanno quasi sempre falle o errori, anche se non gravissimi, ma segue che, in qualità di semplice lettrice, sono lungi dall’essere presa per una critica efficiente ed affidabile. Spero che continuerai davvero a scrivere altri romanzi che si propongano bei temi come questo e, se vorrai, considera le “critiche” che ti ho mosso, magari solo io, ma sarò più contenta nel leggere la prossima opera…xD

    • topolinamarta ha detto:

      Innanzitutto, grazie per aver commentato: mi piace sempre confrontarmi anche con chi non la pensa esattamente come me.
      In ogni caso, ti consiglio, se non l’hai già fatto, di segnalare le tue impressioni direttamente all’autrice, attraverso Facebook, per esempio. Questo perché non credo che Yami passi le sue giornate su questo blog a vedere se qualcun altro ha commentato la recensione del suo libro, e credo che le farebbe piacere sentirselo dire personalmente 🙂

      • JBD89 ha detto:

        Grazie anche a me piacciono i confronti. Dove costruttivi sono molto utili a mio avviso.

      • mio parere ha detto:

        Questo perché non credo che Yami passi le sue giornate su questo blog a vedere se qualcun altro ha commentato la recensione del suo libro

        nella sua pagina facebook scrive e posta solo commenti positivi e quelli negativi cammuffati solo per la bella faccia che schifo la falsa modestia e tu marta che le vai appresso e tu saresti quelli che critica ogni cosa senza pietà? se non si chiama questa contraddizione…

        • topolinamarta ha detto:

          Invece credo che sia legittimo da parte di uno scrittore condividere con gli altri solo i pareri positivi ricevuti. Quelli negativi servono per migliorarsi, ma mostrarli a tutto il mondo sarebbe come dire “il mio libro da schifo, non compratelo!”. Ok l’umiltà, ma non il masochismo…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vai alla barra degli strumenti