Recensione: Cassonetti

Questa recensione sarebbe dovuta arrivare già da alcuni giorni, avendo terminato il libro quasi una settimana fa, ma per via di una serie di contrattempi – di cui l'”incidente” qui sul blog non è che la punta dell’iceberg – ho trovato il tempo di scriverla soltanto oggi. Quindi ecco a voi, con un leggero ritardo, un’altra recensione di un libro del progetto “Libri in cambio di recensioni“: Cassonetti di Gianluca Antoni.

Titolo: Cassonetti
Autore: Gianluca Antoni
Genere: narrativa
Editore: Italic
Collana: Pequod
Pagine: 234
Anno di pubblicazione: 2010
ISBN: 9788896506165
Prezzo: € 16,00
Formato: brossura
Valutazione: 

Ringrazio l’autore per avermelo spedito.

 

Non è facilissimo per me scrivere questa recensione. Forse perché Cassonetti è un libro di un genere insolito, così particolare che definirlo “di narrativa” – come ho scritto tra i dati del romanzo non avendo saputo trovare niente di meglio – mi pare piuttosto riduttivo. Ho deciso perciò di trascrivere il riassunto che figura nel risvolto di copertina, in modo che voi stessi possiate farvi un’idea:

“Con un cacciavite, una cuffia antirumore e una grande lampada, una di quelle da mille watt o giù di lì, capace anche di illuminare il buco del culo del mondo, ci dirigiamo muti verso casa giurando tra noi di non rifarlo mai più.”

Peter, assiduo lettore di annunci matrimoniali, Davide, disincantato osservatore della realtà, Matteo, ostinato maniaco della pulizia, e Diego, inetto slacciatore di reggiseni, sono compagni d’appartamento. Vivono gli anni universitari barcamenandosi tra imprese goliardiche, crucci esistenziali e amori tormentati. Cassonetti racconta la loro storia, descrivendo tre giornate della loro vita esattamente a distanza di un anno, le une dalle altre. Ma il tempo non scorre lineare, stravolge gli eventi, portandoli a incontrare se stessi, senza riconoscersi, mentre compiono le stesse azioni. Come se la loro vita fosse un interminabile fermo immagine, sospesa nel tempo, fino al finale.

Come potete facilmente notare, Cassonetti non è un romanzo come gli altri, ed è per questo che non mi è facile nemmeno parlarne (anche perché, mentre lo leggevo, avevo l’impressione di essere troppo “piccola” per la storia che mi veniva proposta, considerato che i quattro protagonisti frequentano l’università e che vivono in un modo in cui mi è difficile identificarmi, avendo un po’ di anni in meno), ma ci proverò lo stesso.

Di che parla Cassonetti? Be’, in poche parole potremmo definirlo la storia di quattro ragazzi, diversi eppure così rassomiglianti, che trascorrono i loro anni dell’università condividendo un appartamento e vivendo appunto tra “imprese goliardiche, crucci esistenziali e amori tormentati”. Detta così, forse la trama non sembra niente di che, e vi do ragione se lo pensate, ma è il modo in cui questa storia è stata raccontata che ha preso il libro speciale.

Prima di tutto, mi è piaciuta molto la trovata di stravolgere quasi completamente l’ordine cronologico dei fatti: i personaggi vivono esperienze, tra innamoramenti, ubriacature e varie stupidate giovanili, e spesso si ritrovano a rivivere le stesse scene con loro attori come spettatori esterni e più o meno inconsapevoli. In pratica, è un continuo gioco di dejà vu ignari e involontari, per un effetto forse in un primo momento un poco sconcertante, ma che alla lunga si rivela il vero punto forte di questo romanzo.

Sì, ma che c’entrano i cassonetti?, chiederete voi. Ebbene, per quanto strano possa sembrare, essi hanno un ruolo chiave. Forse la difficoltà maggiore è trovare un’interpretazione plausibile di questa faccenda dei cassonetti, perciò quella che segue è una considerazione strettamente personale: vedendo che il motto del blog dell’autore è “Sogni nei cass(on)etti” e che proprio uno di questi dejà vu vede protagonisti appunto i cassonetti, ho pensato che la “morale” di questa storia consista in un parallelismo tra i “sogni nei cassetti” e i “sogni nei cassONetti”, intesi da me probabilmente come sogni infranti. Ovviamente non pretendo che questa interpretazione sia valida per tutti, ma almeno a me – che, ripeto, non ho trovato facile la lettura di questo romanzo per i motivi di cui sopra – è sembrato un messaggio plausibile.

Mi è piaciuto molto anche come è scritto: la narrazione è in prima persona al presente, secondo il punto di vista di Peter, uno dei quattro protagonisti, ed è serrata e ricca di riflessioni interessanti. Stessa cosa vale per i dialoghi, che sono realistici e ben caratterizzati, oltre che, a mio parere, riuscitissimi: certe battute sono così fulminanti che mi hanno fatto morire dal ridere. L’unico difetto di questi ultimi è che ogni tanto ci sono intere pagine in cui si alternano le battute dei diversi personaggi, e alla lunga non è facile capire chi sta parlando, ma si tratta di una mancanza che non mi ha disturbato più di quel tanto. Sarebbe stato molto peggio, per dire, che i dialoghi fossero stati in questo modo:

«Bla», dice Tizio.
«Blabla», risponde Caio.
«Blablablabla», replica Sempronio.

Quindi sì, trovo che questo sia un difetto veniale.

Allora perché ho dato “solo” tre stelline e mezzo e non quattro o più? Il motivo è semplice: capisco perfettamente che si tratti di un modo per caratterizzare meglio i personaggi – che, essendo ventenni, è naturale che parlino in un certo modo -, ma purtroppo non mi vanno a genio quei libri dove c’è una parolaccia o un riferimento anche piuttosto spinto al sesso ogni due per tre. Insomma, trovo che i miei stessi coetanei facciano un uso eccessivo di parole volgari, ma fortunatamente non tutti sono così, e per questo non mi piace che un cliché preveda che più o meno tutti gli adolescenti/giovani parlino in questo modo.

Questo, naturalmente, serve a mostrare la condizione disagiata dei quattro protagonisti, e ci riesce anche bene: se si fosse trattato di un personaggio o due, sarebbe stata una scelta riuscitissima, ma se tutti o quasi si esprimono nello stesso modo, alcuni stomaci un po’ delicati potrebbero risentirne. Questo però, ribadisco, è un giudizio personale e una semplice constatazione.
Quindi, ve lo consiglio soprattutto se siete adulti e volete farvi due risate ripensando agli anni dell’università, ma in ogni caso, volgarità a parte, trovo che sia un romanzo che possa piacere un po’ a tutti.

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22 Risposte

  1. Lavoisier ha detto:

    Io ho letto questo libro e devo dire che ho pareri discordanti, trovo interessante la concezione spazio temporale, sicuramente la trovata più originale del film; c’è qualche perla molto ben riuscita, frutto anche degli sutdi di psicologia dell’autore (gli annunci matrimoniali, lo psicodramma sono le mie parti preferite insieme alla scena della libreria).
    Ho trovato invece parti molto poco riuscite, non a livello di realismo ma a a livello del sucitare interesse nel lettore, certi dialoghi sembrano ripetersi tali e quali senza alcun senso logico particolare per buona parte del libro (perchè non si arriva a nessun dunque e dopo un po’ uno si rompe le scatole)

    Il problema di questo libro a mio avviso è proprio questo, la trama, tutto è sacrificato per rendere la concezione spazio tempo da eterno ritorno che sarà anche interessante e abbastanza originale, ma da sola non basta a reggere tutto il libro. Spero l’autore produca prossimamente un libro meno sopra le righe, magari con uno spazio-tempo più semplice da gestire di questo, ma mantenendo quel bello stile che ha saputo dimostrare nelle sue parti più riuscite (che sono poi quelle che legge alle presentazioni FURBACCHIONE!!!): lo psciodramma, i matrimoni, la libreria…..

    Tutto sommato comunque buono.

    • Il Critico ha detto:

      Sono d’accordo con te per quanto riguarda le parti interessanti di questo libro, Lavorisier. Sinceramente, a me non è andato giù il carattere dei personaggi, che è quasi uguale per tutti.

      Cassonetti – 71%

      • Gianluca Antoni ha detto:

        ciao il critico,
        ti sono sembrati così uguali il carattere dei personaggi? un po’ mi sorprende. ho lavorato molto per differenziarli, e anzi, hanno un carattere molto diverso l’uno dall’altro, e sono ben definiti. perlomeno è quello che ho provato a fare…
        scusa la domanda: il -71% è l’indice di gradimento?
        ciao ciao
        gl

        • topolinamarta ha detto:

          Secondo me non è tanto il carattere in sè, che comunque trovo ben realizzato, ma proprio il modo di esprimersi, che è davvero molto simile. Forse è per questo che i quattro protagonisti possono sembrare poco caratterizzati, anche se in realtà non è così.

        • topolinamarta ha detto:

          Scrivo qui semplicemente per dire a Gianluca che apprezzo molto quel che sta facendo: non solo è venuto “di persona” (in modo virtuale, è ovvio =P) a commentare qui sul blog, ma ha anche imbastito una interessante discussione, rispondendo alle critiche che gli erano state mosse non solo da me ma anche dagli altri utenti e dando così prova di interessarsi ai pareri dei lettori. Quindi bravo, non è assolutamente da tutti 🙂

      • il Censore ha detto:

        Oh, bentornato Critico… non vedevo l’ora che tornassi. Hai ancora delle risposte in sospeso, sia su Tokyo Nights che sulle Rune del Tempo. A proposito di Cassonetti… mi dici per favore con che frase finisce pagina 15?
        sai, io sostengo che tu sia un esperto di letteratura che questi libri li ha letti tutti. altri sostengono che tu sia un troll.
        Dammi ragione, ti prego, e rispondi alla domanda!

      • Il Critico ha detto:

        Sì, il 71% è come un 7,1.

      • il Censore ha detto:

        Critico, rispondi anche a me?

      • Lavoisier ha detto:

        ma tu sei quello nel cassonetto dei commenti indegni!!!!

        ooooooooooooooohhh °o°

      • Il Censore ha detto:

        Criticooooo…. mi rispondi?

    • Gianluca Antoni ha detto:

      ciao lavosier,
      beh… le parti che leggo nelle presentazioni sono le più riuscite… sarebbe masochistico il contrario! ;o)
      grazie per il “tutto sommato comunque buono”. è un’opera prima con tutte le ingenuità. prometto nel secondo di costruire una trama meno contorta! :o)
      grazie anche delle “critiche”. insomma, cercherò di tenerle d’acconto quando costruirò i futuri dialoghi.
      ciao ciao
      gianluca

  2. Gianluca Antoni ha detto:

    ciao marta,
    grazie mille per la recensione, davvero lusinghiera. quelle tre stelline e mezzo valgono oro, considerato che non sei tipa che ci va per il sottile se un romanzo non ti convince! ;o)
    mi ha fatto molto piacere ricevere un parere da una lettrice della tua età che ancora deve entrare nel periodo della giovinezza.
    circa il linguaggio (pagata con una mezza stellina) dove la parolaccia e la sessualità vengono utilizzati forse un po’ troppo frequentemente, posso dire questo: il fatto che sia colorito, dove ci sono parolacce di troppo, purtroppo è reale. in altre parole ho cercato di riprodurre il linguaggio di quell’età, dove la parolaccia è un modo per individualizzarsi, per sentirsi “grandi”, per trasgredire. insomma, se ascolti un dialogo di ventenni, ahi noi, loro parlano così. circa la sessualità, considera una cosa. peter e davide studiano psicologia… studiano freud, e alla mattina (con ancora il sapore di caffè in bocca) si ritrovano il prof che gli spiega le fasi orale, anale, fallica, complesso di castrazione ecc. ecc. insomma c’è pure un po’ di deformazione “professionale”. infine considera che sono maschi… e noi maschi siamo più sboccacciati a quell’età.
    se dovessi riscriverlo ora, qualche parolaccia comunque la toglierei… questo sì, ma senza stravolgere il linguaggio colorito.non l’ho fatto per rafforzare un cliché dei giovani a quest’età, anzi, ho cercato di rendere i personaggi molto realistici, non delle “macchiette”, come tutta la realtà descritta, nei gesti e nelle azioni quotidiane di una vita universitaria “comune”, e che alla fine viene ravvivata da piccole e grandi imprese “eroiche” per illudersi di non essere “una delle tante gocce che sparisce senza lasciare segno”.
    interessante anche la morale che hai letto nei cassonetti. ci può stare.
    grazie ancora per la bella e puntuale recensione. è un piacere avere dei lettori così analitici.
    in bocca al lupo per la tua scrittura.
    e buone letture!
    gianluca

    • topolinamarta ha detto:

      “grazie mille per la recensione, davvero lusinghiera. quelle tre stelline e mezzo valgono oro, considerato che non sei tipa che ci va per il sottile se un romanzo non ti convince! ;o)”
      In realtà, tendo a essere piuttosto severa con tutto, anche con i romanzi che mi piacciono. Però lo prendo come un complimento 😉

      “circa il linguaggio (pagata con una mezza stellina) dove la parolaccia e la sessualità vengono utilizzati forse un po’ troppo frequentemente, posso dire questo: il fatto che sia colorito, dove ci sono parolacce di troppo, purtroppo è reale. in altre parole ho cercato di riprodurre il linguaggio di quell’età, dove la parolaccia è un modo per individualizzarsi, per sentirsi “grandi”, per trasgredire.”
      Sì, ho capito benissimo. Però non posso farci niente, io detesto quando i miei circa-coetanei parlano in questo modo, perciò non mi vanno giù nemmeno nei libri… Possiedo uno stomaco un po’ delicato per questo 😉

      “interessante anche la morale che hai letto nei cassonetti. ci può stare.”
      Bene, perché io sono quella che si inventa sempre le morali più fantasiose che possano esistere, per poi scoprire magari che in realtà le cose erano maledettamente più semplici xD

      Comunque, grazie a te, e crepi il lupo! 🙂

  3. Luccs ha detto:

    Recensione molto interessante,Marta.
    Non ho letto il libro e forse non è il mio genere, ma ne parlerò volentieri con gli amici a cui piacciono questo tipo di storie.
    Complimenti, Gianluca!

  4. gambero83 ha detto:

    La tematica degli studenti che ricordano o si divertono a inventare nuove goliardate non interessa neanche me, tuttavia, se il libro è scritto bene (cosa che presumo), tutto va in secondo piano e potrebbe risultare una “simpatica” lettura;)

    • Gianluca Antoni ha detto:

      ciao gambero83,
      be’… io te lo consiglio! ;o)
      scherzi a parte, direi che cassonetti è un romanzo d’amore e d’amicizia innanzitutto. poi sì, c’è lo studio, l’università e tutto il resto. le goliardie simbolicamente sono modi un po’ immaturi per inserire lo “straordinario” nell'”ordinario”, nel sentirsi speciali.
      mi fa piacere che la lettura possa risultare simpatica, ma penso che ci sia di più. cassonetti è un romanzo leggero ma non frivolo, a mio avviso. ma si sa, l’autore non fa testo, nel giudizio.
      grazie del commento
      gianluca

      • gambero83 ha detto:

        Figurati, hai frainteso le mie parole però: con “simpatica” non volevo assolutamente dire “frivola” ma volevo sottolineare il fatto che magari possa essere una lettura piacevole. Lo dicevo perchè quel piccolo estratto non mi sembra per niente male;)

  5. Gianluca Antoni ha detto:

    @ marta: apprezzo la sincerità, è una garanzia. quindi continua così.
    l’interesse verso il lettore è fondamentale. come ho scritto nei ringraziamenti è solo attraverso il lettore che il romanzo prende vita, e sono grato a chiunque abbia dedicato il proprio tempo prezioso a Cassonetti (anche a chi non gli è piaciuto). Senza il lettore, il romanzo rimane un insieme di caratteri stampati sul foglio, niente di più. L’anima (nel senso letterale del termine “soffio vitale”) del romanzo prende forma solo quando desta emozioni, pensieri, riflessioni in chi legge. E si alimenta delle parole che si scambiano i lettori, dei commenti, delle stroncature, delle discussioni.
    Infine la cosa che ho scoperto dopo la pubblicazione, è che ognuno coglie nel libro quello che gli serve, che lo colpisce, e a volte è molto lontano o addirittura estraneo dall’intento di chi l’ha scritto. Insomma la tua opera vive di luce propria e può accendere nuove luci in modi e luoghi che non ti aspettavi…
    ecco, mi sa che mi sono esaltato!
    ritorno nei miei ranghi!
    grazie a tutti!
    gianluca

  6. unavitalunatica ha detto:

    Hei Marta ^^ E’ da tempo che non faccio un salto da queste parti(d’altronde non aggiorno il blog da tempo). Il libro sembra interessante (pur non essendo, evidentemente, nel mio stile)… Spero che l’anno scolastico stia andando bene ^^ Hai iniziato la terza, io sono solo un novellino >.< In bocca al lupo per la scuola!

  7. Kirtash ha detto:

    Tanti complimenti all’autore del romanzo xD
    hai dimostrato di essere una persona che ama scrivere e confrontarsi, ascoltare i pareri su ciò che ha scritto, che comprende il forte ruolo dei lettori nella diffusione di un romanzo e soprattutto non teme o si crede al di sopra delle critiche 🙂
    senza dubbio é ciò che uno scrittore dovrebbe avere

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