Recensione: L’ultimo eroe del Klaidmark

È arrivato il momento di recensire, sempre nell’ambito del progetto che ormai ben conoscete, il romanzo d’esordio di Alberto De Stefano: L’ultimo eroe del Klaidmark.

Titolo: L’ultimo eroe del Klaidmark
Autore: Alberto De Stefano
Genere: Fantasy classico, heroic
Editore: Gruppo Albatros – Il Filo
Collana: Imago – Nuove voci
Pagine: 284
Anno di pubblicazione: 2010
ISBN: 9788856730807
Prezzo: € 17,50
Formato: brossura
Valutazione:

Ringrazio l’autore per avermelo inviato in formato eBook.

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Il mago di corte Parish, il soldato Rindall e la principessa Caisha sono amici d’infanzia, legati da un vincolo inscindibile di fraterna amicizia, e vivono felicemente la loro esistenza, condividendo i propri sogni e le proprie speranze. Tuttavia, un infelice giorno un ostacolo imprevisto si abbatte sul loro cammino: un Entar, una delle creature più antiche e potenti dell’intero Klaidmark, li avvisa infatti che l’oscuro signore del male Ulgholoth, già sconfitto in passato dai valorosi eroi del Paese, è pronto a tornare. Il destino del mondo è nelle mani di chi saprà trovare l’unica pietra in grado di riportare in vita Ulgholoth e distruggerla. Toccherà a Parish e Rindall sostenere il re Bantir nella sua lotta contro il male e, nell’impresa, anche la loro amicizia e il rispetto reciproco verranno messi a dura prova. Un romanzo emozionante e coinvolgente, una storia di affetti ed eroismo nella migliore tradizione della letteratura fantasy.

Non è stato facile decidere che voto assegnare all’Ultimo eroe del Klaidmark: è principalmente per questo che alla fine mi sono decisa per tre stelline, ovvero un giudizio abbastanza neutrale. Basandomi soltanto sul mio gradimento, dettato dal mio punto di vista di lettrice, si tratta proprio di questo: un romanzo nella media, né incredibilmente bello né particolarmente brutto.
Per quanto riguarda la trama, come probabilmente vi sarete accorti leggendo il riassunto, L’ultimo eroe del Klaidmark non brilla per originalità: come ci racconta l’autore stesso nella presentazione, nello scriverlo si è molto ispirato alla mitologia norrena, e in effetti una certa somiglianza con Il signore degli anelli si percepisce nettamente.
Una nota positiva è che, una volta tanto, ci troviamo con un autore che ha avuto la pazienza di studiare e di informarsi a lungo (ha iniziato a scriverlo a 16 anni e l’ha pubblicato solo dieci anni più tardi, dopo numerose riletture e revisioni). Purtroppo però forse è proprio il voler trarre spunto dalla mitologia nordica che ha penalizzato l’originalità. Gli stereotipi più classici del fantasy, infatti, ci sono quasi tutti: troviamo l’eroe guerriero che si scopre predestinato dall’antica e terribile profezia, la compagnia di amici e il viaggio periglioso, la pietra magica che è il solo oggetto in grado di distruggere il cattivo di turno, gli elfi oscuri che odiano tutto e tutti, la bellissima ragazza elfa e naturalmente la città elfica, la spada dai grandi poteri magici…
Le creature che popolano il nostro mondo fantastico, inoltre, sono più o meno sempre le stesse: gnomi, draghi, elfi, nani, orchi e troll. E non dimentichiamoci del mostro dai tanti tentacoli che se ne sta nascosto nella palude e attacca gli incauti viaggiatori.

A parte questi, sono davvero molti i riferimenti alla tradizione norrena, e l’ambientazione richiama parecchio la classica epoca medievale dei cavalieri e dei duelli. Questa è senz’altro una buona notizia per chi non è mai stanco di heroic fantasy che seguono questa scia; però, sfortunatamente, c’è anche chi, come la sottoscritta, in un fantasy cerca soprattutto un background originale, e L’ultimo eroe del Klaidmark non è quel genere di romanzo che si adatta anche ai gusti dei palati più esigenti.
Questo, dunque, è quel che penso riguardo alla trama e, in generale, al contesto.

Parlando un po’ di stile… ahimè, non mi ha lasciato del tutto soddisfatta. Più precisamente, se visto nel complesso è scritto bene; o perlomeno, se confrontato con gran parte dei suoi colleghi libri fantasy scritti da esordienti non c’è nemmeno paragone: il fatto che sia stato sottoposto a ben dieci anni di riletture, evidentemente, è servito a qualcosa. Tuttavia, come ho già detto, secondo me come stile necessita ancora di qualche limatura.
Per esempio, la punteggiatura è in gran parte da rivedere: spesso la si trova in eccedenza, cosa che rende il testo pesante e farraginoso, nonché inutilmente frammentato. Inoltre, a volte il PoV è ballerino, e la scelta dei termini non è delle migliori: il lessico è monotono, e a volte si ha l’impressione che laddove ci sono dieci parole se ne sarebbero potute mettere solo tre senza stravolgere il senso della frase. Giusto un esempio per chiarirci meglio:

Le armature completamente nere facevano assomigliare i combattenti a un’immensa, unica, grandissima ombra.

Qui almeno uno dei tre aggettivi finali si sarebbe potuto tagliare senza problemi, e lo stesso vale per quel “completamente”.
In definitiva, trovo che uno stile meno ampolloso avrebbe reso la lettura molto più scorrevole: il problema principale, infatti, è che così com’è scritto non trasmette quasi mai immagini concrete di ciò che descrive, e non trasmettendo immagini diventa inevitabilmente noioso. Ad ogni modo, per fortuna, a mano a mano che si procede con la lettura questi difetti tendono ad attenuarsi, perciò il finale, seppure appaia un poco affrettato e tirato via, si è rivelato comunque piacevole.

Per concludere, L’ultimo eroe del Klaidmark è senz’altro un romanzo che ha del buono: sarebbe però bastata una maggior cura per i dettagli e uno sforzo di essere più originale per risultare migliore. Questo, ahimè, lo ha penalizzato molto, secondo il mio punto di vista, ma tuttavia i personaggi ben caratterizzati e perlopiù interessanti salvano le cose; dunque, si tratta di un libro in cui pregi e difetti si compensano a vicenda.
Leggetelo se siete lettori che vi accontentate di una storia classica e avventurosa.

~ ~ ~

L’Entar sorrise.
«Solo a una persona è concesso di usare l’artefatto che distruggerà la Pietra della Vita».
Caisha prese coraggio: «Chi è il prescelto?».
«Sarà Rindall il custode del talismano, come suo padre lo fu per la Pietra della Vita!». Notando lo stupore dipinto sui volti dei ragazzi, il saggio aggiunse: «Durante il vostro viaggio, troverete le risposte a tutte le domande che vi state ponendo. Interrogativi ai quali non mi è dato rispondere».

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7 Risposte

  1. unavitalunatica ha detto:

    Non credo che lo leggerò: sono già fin troppo impegnato con altre letture >.< Tuttavia, la recensione non è male e riesce a dare un'idea abbastanza chiara di ciò che un eventuale lettore potrebbe trovarsi tra le mani.
    Afferro l'occasione, Marta, per farti notare una piccola svista all'inizio della recensione: hai scritto 'sembre', invece che 'sempre'.
    E' meglio che sia un lettore a farti notare quei (pochi) errori che potresti commettere, piuttosto che un troll… Credo che tu abbia capito di chi parlo ^^''

    • topolinamarta ha detto:

      Dho! >.< Correggo subito… Giustamente, mi sono riletta per bene la recensione per non commettere errori, ma non l'introduzione =.=
      Ah, povera me, sto proprio invecchiando u.u

      • unavitalunatica ha detto:

        Ti capisco, amica mia, ti capisco: almeno tu non hai messo l’accento su ‘qui’, cosa che qualcuno (ehm, ehm *fischietta* ^^”) ha fatto in un articolo.
        Fortuna che esiste una specie di tasto ‘cancella’ su questo affare chiamato tastiera! xD

      • Lavoisier ha detto:

        bella rcensione, mi dispiace solo che sia il solito libro “fantasy tolkieniano”; da piccolo mi piaceva l’idea di ritrovare quelle stesse storie in altri libri, non nascondo infatti di possedere la trilogia de “i draghi del crepuscolo d’autunno”…..^^ però ora mi sono un po’ stufato di questo genere di fantasy, anche a me interesserano idee nuove….

  2. Ossimoro ha detto:

    Per quanto io ami il fantasy, sono sempre alla ricerca di scenari un po’ inediti, quindi questa volta passo. Marta, a proposito di fantasy originali, hai mai letto la trilogia di Gormenghast Di Mervyn Peake? Se la risposta è no, devi rimediare 😉 L’autore è un contemporaneo di Tolkien (Tito di Gormenghast è uscito poco prima della Compagnia dell’anello). Il suo fantastico è qualcosa di folle, inaspettato, difficile, ostico e a tratti pesante. Però l’essermi accostata a lui ha cambiato il mio modo di concepire il genere. Anche se in Italia è pressocchè sconosciuto, in Inghilterra è molto amato e la BBC ne ha tratto anche una miniserie.

  3. Il Critico ha detto:

    L´ultimo eroe del Klaidmark – 41%

  1. ottobre 28, 2012

    […] questo perché, come forse ricorderete, ho recensito anche il suo primo romanzo, ovvero L’ultimo eroe del Klaidmark, di cui quello che sto per recensire è il secondo […]

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