40 regole per scrivere “bene”

È di nuovo sabato pomeriggio (anzi, probabilmente quando schiaccierò il tasto “Pubblica” sarà già sera, e quando qualcuno si accorgerà di questo articolo sarà notte inoltrata… insomma, vedete voi) e io sono reduce da una settimana che definire estenuante è un eufemismo. Per dirla tutta, non è ancora finita, dal momento che domani mattina mi aspetta uno dei miei concerti. Inutile dire che l’energia necessaria per concludere la recensione che ho iniziato a scrivere qualche giorno fa si trova al momento a uno dei livelli più bassi mai raggiunti: l’autrice in questione – che saluto e ringrazio per la pazienza, nel caso stia leggendo queste parole – e voi tutti che attendete “con ansia” il prossimo succulento post mi scuserete se sto ad annoiarvi con i miei acciacchi personali, ma piuttosto che sparire per l’intero weekend ho pensato di proporvi un articolo… non nuovo, non originale e se è per questo nemmeno scritto da me (apprezzate almeno l’innovativa scelta dei colori ^^), ma che nonostante sia stato riportato migliaia e migliaia di volte su altrettanti siti e blog rimane comunque unico.
Perciò, ecco a voi le

40 regole per scrivere “bene”

di Umberto Eco.

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri.

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

9. Non generalizzare mai.

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu”.

12. I paragoni sono come le frasi fatte.

13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

14. Solo gli stronzi usano parole volgari.

15. Sii sempre più o meno specifico.

16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.

17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

19. Metti, le virgole, al posto giusto.

20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso el tacòn del buso.

22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?

24. Sii coinciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe – o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento – affinchè il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.

26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.

30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.

31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

32. Cura puntigliosamente l’ortograffia.

33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

34. Non andare troppo sovente a capo.
Almeno, non quando non serve.

35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.

38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonchè deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competenze cognitive del destinatario.

39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.

40. Una frase compiuta deve avere.

(Tratto da La Bustina di Minerva)

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13 Risposte

  1. Jayla ha detto:

    Pensa, proprio pochi attimi fa io e una mia amica stavamo appunto parlando di queste regolette! 😀
    Le trovo anche io davvero divertenti e originali! ^^

  2. unavitalunatica ha detto:

    Credi che debba preoccuparmi del fatto che delle ‘semplici’ regole per scrivere bene mi rallegrino la giornata?
    La numero 10, la 14, la 18 e la 24 sono solo alcune tra quelle che più mi aggradano ^^

    PS: In bocca al lupo per il concerto!

  3. bakakura ha detto:

    Eco è sempre eco, ma i colori chiari su sfondo bianco non se possono vède XD

  4. Chiara ha detto:

    Umberto Eco aveva davvero un curioso senso dell’umorismo, leggendo le sue regole mi sono fatta quattro risate – anche se nella 38 non ho capito assolutamente niente…- ne terrò conto quando troverò ( forse, chissà quando) il tempo di scrivere =)
    Buona fortuna per il concerto di domani!

  5. Lavoisier ha detto:

    MITICO °o°

    io già sono sulla buona strada, con questi consigli farò faville!!!

  6. Ossimoro ha detto:

    * Ossi aggiunge nella wishlist delle cose assurde da fare nella vita “Far deragliare un cigno” XD *

  7. RobyGranger ha detto:

    è geniale! L’idea poi di inserire l’errore nella frase in cui lui dice di non usarlo è assolutamente fantastico, anche perchè ti rendi conto di quanto in effetti siano fastidiosi!

  8. Amy Heat ha detto:

    Regole su come seguire un blog
    1 Non commentare se non è strettamente necessario.

  9. PaccoChica ha detto:

    Non le avevo mai lette, grazie per questa chicca Marta! 😀

  10. fromturin ha detto:

    quanto hai ragione! a presto..samuele

  11. Kirtash ha detto:

    Non riesco a smettere di ridere xDD l’ironia nella descrizione di queste “regole infrante” traspare da ogni riga ^^ Eco é un genio!

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