Letture di luglio 2012

Come prevedevo, durante il mese che si è appena concluso ho avuto molto più tempo a mia disposizione… tempo che ho impiegato, tra le tante cose, a leggere tanti bei libri nuovi. Eccoveli qua, dunque, come sempre insieme a un piccolo commento.

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> La terra dei draghi, Nicola Cantalupi (308 pp. – eBook inviato dall’autore) 

Questo è un libro in cui ho trovato alcune cose che mi sono piaciute poco o persino per niente. Tuttavia, anche se di solito non vado d’accordo con le storie che prendono spunto da Tolkien, quella che state per leggere non è una delle mie “recensioni disastrose”, bensì… insomma, giudicate voi.
L’aspetto più evidente, infatti, è che questo romanzo segua abbastanza fedelmente il sentiero già tracciato dal Signore degli Anelli, senza però esagerare: troverete tutte le classiche creature, i nomi dei luoghi e dei personaggi che danno un vago senso di déjà vu, così come per la cartina, ma le somiglianze, in fondo, sono quasi tutte qui.
Il problema vero, invece, trovo che sia nello stile. Gli aggettivi e gli avverbi, infatti, spuntano a tradimento, e molte volte nel corso del libro queste descrizioni diventano da particolareggiate a noiose. Non dimentichiamoci, inoltre, del “PoV salterino“.
Per concludere, trovo che ne La terra dei draghi siano senz’altro presenti degli elementi degni di nota, ma non ho trovato, ahimè, nemmeno un aspetto che spiccasse per innovazione o per altre. Invece, pur non mancando i pregi, i problemi si fanno sentire. Consiglio dunque all’autore di continuare a scrivere e di non arrendersi, perché nel suo libro c’è del buono e sono sicura che nei prossimi libri questo buono emergerà ancora di più.
(Recensione completa qui.)

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> Il libro degli esseri immaginari, Jorge Luis Borges (261 pp. – preso in biblioteca) 

Sapendo che esiste un libro del genere (e non solo questo, per fortuna), mi chiedo davvero come mai gli autori fantasy, nostrani e non, si ostinino a inserire nei loro romanzi sempre le solite creature fantastiche.
Qui, infatti, ce ne sono davvero di tutti i tipi, anche esseri misconosciuti, ma non per questo meno affascinanti. Certo, avrei preferito almeno qualche illustrazione per farmi un’idea di come appaiano veramente certe creature, ma resta comunque un libro che non può mancare dalle librerie di chi ama fantasticare.

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> Estasia – Danny Martine e la corona incantata, Francesco Falconi (511 pp. – preso in biblioteca

Ho una mezza idea di dedicare a questo libro una recensione più lunga e dettagliata, perché bisogna dirlo: se la merita. No, purtroppo non si tratta affatto di un capolavoro… anzi, oserei dire che è l’esatto contrario. Non sarà raccapricciante quanto i libri di Elisa Rosso, ma vi assicuro che ci siamo vicini.
Tanto per cominciare, non credevo fosse possibile saturare fino a questo punto un libro fantasy di cliché; eppure Francesco Falconi c’è riuscito, perché gli stereotipi del genere ci sono praticamente tutti: il solito ragazzo incapace che si ritrova in un mondo incantato e lì scopre di essere il Prescelto™, colui che salverà la regina dal terribile incanto che la tiene prigioniera, colui che viaggerà per ogni angolo di Estasia alla ricerca delle nove gemme della corona incantata… Insomma, non trovate che sia un po’ troppo? Senza contare, tra l’altro, che si tratta praticamente della brutta copia de La storia infinita. L’avete letta anche voi? Bene: prendete tutti gli elementi che il buon Ende vi ha inserito – dall’Infanta Imperatrice al Nulla – cambiate loro nome e otterrete Estasia. Ah, non dimenticatevi lo stile da prima elementare e tutte le banalità più banali che vi vengano in mente: anche questi sono dettagli importanti.
Dite che sto esagerando? Be’, ditemi un po’: cosa c’è di più scontato di un prescelto incapace che riesce a saltare fuori dalle varie situazioni non per le sue abilità ma grazie alle pietruzze magiche che gli hanno regalato o per intervento di un altro personaggio? Ebbene sì: le “incredibili capacità” che hanno reso Danny un prescelto sono limitate a questo: quando ha un problema, ha a disposizione un numero incredibile di oggetti magici, che lo salvano senza che lui ci metta niente di suo. Non c’è da stupirsi, dunque, se l’ho odiato con tutto il cuore dal primo all’ultimo istante.
Lo stile utilizzato, poi, è a dir poco vergognoso: è piatto, noioso, non dà minimamente ritmo alla narrazione, e soprattutto è zeppo di ingenuità e anche di veri e propri errori. E qui mi fermo, perché la sto già tirando troppo per le lunghe.
Credete di poter giustificare almeno in parte la bruttezza di questo libro sapendo che l’autore, quando lo ha scritto, aveva quattordici anni? Secondo me no, per niente. Anzi, trovo che sia un aggravante: quindici anni di distacco sono un tempo più che sufficiente per rileggere e trasformare una storiella adolescenziale in un romanzo che non suoni come una presa in giro per un lettore con un minimo di cervello. Cosa di cui Falconi, evidentemente, non è stato capace.
Ero indecisa se dargli il minimo, ovvero mezza goccia (o persino se era il caso di inventarmi le “0 gocce”): non scherzo, mi sembrava di leggere “Il regno della fantasia” di Geronimo Stilton… con l’unica differenza che quest’ultimo è per bambini delle elementari, e per giunta è anche più originale e scritto meglio!

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> La compagnia della Serenissima, Francesca Sannibale (226 pp. – eBook inviato dall’autrice) 

Un pregio che il mio sguardo di lettrice ha notato fin dalla prima pagina è stato senz’altro lo stile con cui l’autrice ha deciso di narrare la sua storia. Considerata la sua giovane età, temevo che la sua scrittura contenesse note di ingenuità, cosa che invece per fortuna non è accaduta. In poche parole, è uno stile privo di fronzoli, ma che non per questo sa risultare meno accurato: è in grado di dipingere i luoghi, far conoscere il carattere dei personaggi e mostrare i loro rapporti in modo attento. E tutto questo  riuscendo sempre ad andare subito al punto senza perdersi.
Questo stile ben curato e coinvolgente affianca una trama chemi è piaciuta molto: ammiro sempre gli autori che sanno mescolare due generi diversi, e unire le indimenticabili e misteriose atmosfere di una Venezia antica con un pizzico di magia mi suonava senz’altro come una scelta vincente.
L’unica nota negativa è il layout del libro: ci sono intere pagine scritte tutte di fila senza andare a capo nemmeno una volta, neppure quando tra due frasi consecutive si crea uno stacco che lo richiederebbe.
Sono assai felice di consigliarvelo, dunque, specie se come me amate le storie che sanno mischiare più generi: non ve ne pentirete, perché “La compagnia della Serenissima” è senza dubbio un libro che vale.
(Recensione completa qui.)

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> 1089 e altri numeri magici, David Acheson (176 pp. – preso in biblioteca) 

Per chi ama la matematica – ma se è per questo anche per chi non la ama, ma che vuole scoprire qualcosa di essa che potrebbe piacergli – questo libretto è davvero da leggere: mi è piaciuto molto, soprattutto per il modo semplice e coinvolgente con cui è scritto. Non è uno di quei titoli divulgativi che spiegano soltanto, e magari in modo noioso: questo cerca di insegnare qualcosa, ovviamente, ma lo fa tessendoci sopra una storia vera e propria che si è rivelata davvero piacevole. Vi consiglio di darci un’occhiata.

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> Piccola storia della matematica, Paolo Caressa (181 pp. – preso in biblioteca) 

Sempre parlando di matematica, questo è un esempio di come non dovrebbero essere i libri di divulgazione: scritto bene, questo sì, ma per nulla scorrevole e addirittura noioso, e per giunta scritto così fitto che passa all’istante la voglia di leggerlo. Questo, invece, ve lo sconsiglio, se cercate un libretto che parli di storia della matematica. Molto meglio quello sopra.

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> Sentieri di luce, sentieri d’ombra, Flavio Graser (498 pp. – eBook inviato dall’autore

Come accade più o meno con tutti i buoni gialli, all’inizio ho trovato questo romanzo semplicemente irresistibile: adoro quando mi si presenta davanti un assassinio avvolto nel mistero, opera di un ancor più misterioso killer, e uno che potrebbe essere un ragazzo qualunque si ritrova coinvolto suo malgrado nella vicenda e deve indagare per togliersi dai guai. Aggiungete poi alla ricetta anche un libro arcano e voilà, sono pronta a cadere ai piedi di qualsiasi scrittore di thriller. Se dunque il romanzo fosse stato lungo solo fino a poco più della metà della storia effettiva – diciamo fino a quando non si narra la vita passata della co-protagonista – credo che sarebbe andato assai vicino alle cinque goccioline.
Come mai allora il voto finale è così basso? Il fatto è che, purtroppo, la seconda parte del libro mi ha alquanto delusa: probabilmente è perché la piega esoterica che prende quasi all’improvviso me lo ha fatto sembrare assai soprannaturale… forse troppo. Sarà pure un’opinione dettata dal mio gusto personale, ma avrei preferito un giallo più “concreto”, mentre come lo ha scritto l’autore è diventato… paranormale, appunto; non saprei come altro definirlo. Questo non è necessariamente un male, per carità, ma resta il fatto che non mi è piaciuto.
Tornando a parlare degli aspetti oggettivi del libro, anche qui purtroppo ho trovato diverse cose che non mi hanno convinto: considerato che si tratta di un libro autoprodotto, credo di non sbagliare quando affermo di non aver trovato le tracce di passaggio di un editor… figura che, a mio parere, in questo caso avrebbe assicurato al romanzo almeno una goccia in più.
Tanto per cominciare, lo stile è ridondante e troppo pieno di fronzoli: si sarebbe potuto alleggerire tranquillamente, e lo stesso vale per alcune scene del libro che sembrano messe lì solo per riempire le pagine e non per reale necessità. La maggior parte dei dialoghi, inoltre, fa davvero sorridere da quanto suoni artefatta e per niente naturale.
Per concludere, me la sento di consigliarlo solo a chi non soffre di stomaco debole e a chi non trova seccante uno stile pomposo come questo. Non è un romanzo da buttare via, certo che no, ma avrebbe necessitato almeno di una revisione.

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> 100 incanti, Erica Bertelegni (331 pp. – comprato su Amazon) 

Date le premesse, ammetto che mi aspettavo anche peggio. Nella fattispecie, non è un brutto libro, ma non è neanche bello come lo dipingono tutti: sarebbe stato migliore, se solo l’autrice avesse avuto qualche anno di più e non lo avesse scritto esattamente come scrivono tutte le 13enni di questo mondo, ovvero in modo ingenuo e infantile.
L’impressione che avevo durante la lettura era quella di avere tra le mani una fanfiction: una storiella carina, narrata in modo fluido e divertente, ma nulla di più. Non brilla per il lessico, né per l’originalità con cui è scritta: insomma, lo ripeto, è il classico modo di scrivere di chi ha talento ma è ancora alle prime armi, e quindi necessita di esperienza. Ciò non è un male, naturalmente, e con questo non sto certo dicendo a Erica che deve smettere di scrivere: nel momento, però, in cui decido di acquistare un libro pubblicato, credo di avere il diritto di ottenere in cambio dei miei soldi qualcosa di più.
Quel che mi è piaciuto di meno sono i personaggi: sono quasi tutti piatti e alquanto stereotipati, a cominciare da Aurora (che tra l’altro puzza di self-inserction dell’autrice lontano un miglio), e in generale privi di quello spessore che li rende realistici. Marta, per esempio, non è che il classico stereotipo della ragazzina smorfiosetta, presuntuosa e che vuole essere sempre al centro dell’attenzione.
L’idea dei desideri, invece, mi è piaciuta abbastanza: alcuni degli incanti che esaudisce Aurora sono molto carini, ma ce ne sono anche alcuni che sembrano messi lì non per reale necessità, ma solo perché fanno numero.
La cosa irritante, però, è tutto il fenomeno commerciale che si è creato attorno a questo libro: è carino? Questo sì, d’accordo, ma il fatto che Erica Bertelegni sia così giovane non lo rende certo un capolavoro. Per tutta la pubblicità che è stata fatta, onestamente, mi aspettavo qualcosa di più di un raccontino adolescenziale.

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> Ulthemar – La forgia della vita, Antonio Lanzetta (470 pp. – inviato dall’autore) 

Forse il primo aspetto che salta all’occhio leggendo La forgia della vita è la scarsa originalità. In questo caso, però, definirlo “scopiazzato” come gran parte delle saghe fantasy esistenti mi sembra tuttavia eccessivo e anche ingiusto. Ciò che mi ha un po’ infastidito, infatti, non è stata tanto l’ambientazione classica di per sé, quanto i non pochi cliché che vi sono stati inseriti.
Per quanto riguarda i personaggi principali le cose vanno bene, nonostante alcuni fastidiosi cliché. Riguardo agli altri, trovo che purtroppo siano stati caratterizzati un po’ meno bene, e che per questo siano poco più che delle comparse.
Con lo stile, purtroppo, le cose non migliorano granché. Per dirla tutta, nel complesso si tratta di un libro scorrevole che si legge con piacere e mantiene viva l’attenzione, nonostante il suo stile risulti a volte pomposo. Tuttavia spesso ho incontrato passi che mi hanno fatto storcere il naso: un esempio di questo sono i quasi onnipresenti problemi di punto di vista, il raccontato e le descrizioni stile infodump che riferiscono notizie sui personaggi che compaiono, ma che così facendo interrompono la narrazione.
In ogni caso, già quando avevo letto la bozza inedita ricordo di aver pensato qualcosa come: “Si tratta senz’altro di un’idea buona.” Ora che ho il libro tra le mani continuo a pensarlo, nonostante i vari problemi che ho riscontrato. Dopotutto una trama completa e appassionante come quella di Ulthemar non capita spesso, almeno secondo me.
(Recensione completa qui.)

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Adesso tocca a voi, come sempre: forza, raccontatemi quali bei libri avete letto! 🙂

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39 Risposte

  1. Ossimoro ha detto:

    Bene! La recensione di 100 incanti la attendevo con particolare curiosità! Ora ho soltanto più un’altra cosa da aspettare 😛

  2. Gaia Zappia ha detto:

    Non vedevo l’ora di qualche nuova recensione !!!! Sono contenta che tu abbia recensio “100 incanti”, non vedevo l’ora 😀

    • topolinamarta ha detto:

      Be’, spero che ti sia piaciuta! 🙂 Tu invece che ne pensi?

      • Gaia Zappia ha detto:

        Penso che tu abbia ragione !! In effetti quando l’ho letto ho notato anche io lo stile un po’ frivolo di Erica. Come storia peró e carina. L’unico difetto, a mio parere, e che mi sa di “storia scritta tanto per scrivere” 🙂

        • topolinamarta ha detto:

          Hai ragione: a me personalmente trasmetteva l’idea di “l’ho scritto di getto in fretta e furia perché pubblicare a 13 anni è disgustosamente fygo“. Sarei curiosa di sentire l’opinione di Erica a questo proposito, ma ho paura che non sia possibile, dato che nelle interviste non fa che ripetere che lei su internet non ci sta. Però continuo a sperarci! ^^

  3. Gaia Zappia ha detto:

    La speranza é l’ultima a morire xD

  4. Ciro ha detto:

    Marta, scusa, non c’entra nulla con il post, ma vorrei un consiglio.
    Hai letto il libro di Pierre Louys, “La donna e il burattino”? Come ti è sembrato? Io dovrò leggerlo e vorrei un consiglio da un bravo critico letterario. 🙂
    Per non essere off-topic, le recensioni che hai fatto sono ottime, Estasia è veramente un obbrobrio! :mrgreen:

  5. Paolo Caressa ha detto:

    Spiacente che non ti sia piaciuto il mio bignamino di storia della matematica… negli intenti non e’ propriamente divulgativo, ma speravo almeno non fosse noioso dato che mi sono molto divertito a scriverlo:-(. Almeno non mi chiederai indietro i soldi visto che l’hai preso in biblioteca;-). Sto comunque correggendo le bozze del primo volume (dalla preistoria al Rinascimento) che dovrebbe risultare almeno piu’ movimentato: esce a settembre, spero, mi darai una seconda chance??? Bel blog!
    Paolo

  6. Amy Heat ha detto:

    Seguendoti su aNobii ho notato che hai dato una chance a Cinquanta Sfumature di Grigio… e ho anche visto che non è andata molto bene! Come ti senti al riguardo?

    • topolinamarta ha detto:

      Più che felice di averlo abbandonato. Certo libri non hanno nemmeno il diritto di essere finiti, tanto sono raccapriccianti! u_u

      • Ciro ha detto:

        Perché raccapriccianti? ❓

        • topolinamarta ha detto:

          Perché tutto in quel libro fa schifo, a partire dalla prima pagina: ti dicono niente le infinite seghe mentali che si fa Bella Swan? Be’, in 50 sfumature è persino PEGGIO. Ed è solo l’inizio, ripeto 🙂

      • Ciro ha detto:

        Non ho mai letto Eclipse o cose del genere, in che senso seghe mentali?
        è cosi brutto come dice Elsio? Ma poi non avevi detto che preferivi non leggere romanzi eroticipulp perché non ti piace il genere? Forse è quello che non ti fa apprezzare il libro

        • topolinamarta ha detto:

          Nel senso che la cara Bella non fa altro che ripetere a sé stessa quanto è bruttina, imbranata, del tutto inerme al confronto col suo adorato Edward, stupendo, sbrilluccicoso e sexy oltre ogni misura… Questo è ciò che ricordo di Twilight, anche se è parecchio che non lo riprendo in mano.

          Comunque no, a me gli erotici non piacciono solo se sono descritti in modo insignificante (come per 50 sfumature – fino al punto in cui l’ho letto, ci tengo a precisare) oppure se sono eccessivamente volgari. Se dico che non mi piace il genere è perché in gran parte sono così, però ho letto anche scene di sesso descritte diciamo “esplicite” che tuttavia riuscivano a essere raffinate come poche. Mi hanno colpito, per esempio, quelle del ciclo della Carey. Però 50 sfumature, sesso a parte, mi ha fatto schifo anche per tutto il resto, a partire dalla protagonista: non capita di rado di provare antipatia per i personaggi femminili, ma lady Steele è a dir poco insopportabile. Bella Swan al confronto è la mia migliore amica! 🙂

      • Ciro ha detto:

        Non c’è niente che si salva del libro?

      • Elsio ha detto:

        Qualcosa che si salva? Sì, la carta, è ottima per il caminetto…
        no, scherzavo, un libro non va mai bruciato…l’ho restituito alla mia compagna di scuola e le ho detto: “la prossima volta potresti regalarmi un libro, non un obbrobrio”. Dite che sono stato troppo sincero? :mrgreen:

      • Damiano ha detto:

        Non ho capito, ma gli ebook si pagano o si scaricano gratis?
        sono legali??????

        • topolinamarta ha detto:

          Se sai dove trovarli (su forum come Ipmart, ad esempio) sono gratis, sennò ovviamente li paghi. E no, se sono in commercio scaricarli è illegale… però dipende da come vedi la cosa: se per esempio io scarico gratis un eBook e questo mi piace, non ho nessun problema ad acquistare il cartaceo. Viceversa, se non mi piace ho risparmiato i miei soldi 🙂

      • Elsio ha detto:

        Be’, non mi sembra molto giusto scaricare un libro in modo illegale, è a causa di questo comportamento che la crisi dei libri aumenta d’intensità, non credi? Ormai i giovani d’oggi non si interessano molto ai libri, non sanno la ricchezza che possono trovare in un libro, ciò crea una forte crisi, amplificata anche a causa degli scarichi illegali. Alla fine il mondo dei libri è come quello della musica, anche in campo musicale c’è una forte crisi. Chi di noi non ha scaricato illegalmente in vita sua un brano musicale invece di comprarlo su Itunes? Il tuo ragionamento(se non mi piace ho risparmiato i soldi) non è una giustificazione adatta a questo grande problema, se tutti avessero questo pensiero nessuno comprerebbe più niente perché quella cosa potrebbe non piacere! 😀 Io non sono un santo, ho scaricato qualche brano musicale e anche qualche film. ma adesso cerco di diminuire la frequenza con la quale scarico queste cose, ora cerco di comprare qualche brano su Itunes o noleggio un film in videoteca. Per quanto riguarda i libri, ne leggo pochi, devo dire la verità, ma quei pochi libri o me li faccio regalare per Natale o per il mio compleanno(16 anni compiuti due mesi fa 😎 ) o li prendo in prestito. Accidenti quanto ho scritto! Scusate per il papiro, non voglio fare ramanzine, ma cerchiamo tutti di scaricare il meno possibile, ok? 😉
        Ciao a tutti. Elsio.

        • topolinamarta ha detto:

          Hai ragione, ma penso che tra gli eBook e la musica ci sia una differenza sostanziale. Cercherò di spiegarmi, anche se non è facile: un brano musicale (o un film, o un videogioco, o un programma per il computer…) non è un oggetto “concreto” come lo è un libro cartaceo. In generale, nel mercato dell’elettronica, la crisi è dovuta a questo: chiunque può scaricare le canzoni o i film o i giochi che gli interessano, masterizzarseli su un cd e avere così in casa il clone praticamente perfetto del cd o del dvd in questione a prezzo 0. Ma per i libri la cosa è un po’ diversa: a meno che uno non vada in libreria a rubare, non ha la possibilità di scaricare l’eBook e stamparselo in casa (che teoricamente si potrebbe fare, ma verrebbe a costare molto di più che comprare il libro vero e proprio). Perciò ecco, per come la vedo io scaricare illegalmente un eBook è un furto solo a metà. D’accordo, si può leggere il libro gratis, ma è un po’ come prenderlo in prestito in biblioteca: non è come avere in casa il libro in carne ed ossa, come invece si può fare tranquillamente con un cd/dvd.
          Aggiungiamoci il fatto che mediamente i prezzi degli eBook in commercio sono poco meno che disonesti (tanto vale spendere qualche euro in più e acquistare il libro, piuttosto che un eBook a 10€), e anche che in quanto a libri digitali in Italia siamo indietro come la coda del maiale rispetto al resto del mondo e… be’, io resto del mio parere, anche perché spesso un eBook gratuito significa un diffuso passaparola, il che è anche la cosa migliore per i libri cartacei.

          In ogni caso, mi risulta che, al contrario di quanto si pensi, la maggior parte di quel 13% (credo) che legge almeno 12 libri all’anno sia composta proprio da noi ragazzi. Molti leggeranno schifezze come Twilight o 3MSC, ma sempre di leggere si tratta, in fondo.

      • Elsio ha detto:

        Sono d’accordo con te, ma quando parlo di crisi mi riferisco a una crisi che coinvolge i libri belli e affascinanti, i ragazzi(mi riferisco solo ai maschi) comprano pochissimi libri, convinti che leggere sia roba da sfigati, le ragazze comprano(a volte) dei libri, ma solo quelli che parlano di vampiri bellissimi e ragazze bellissime, “snobbando” libri molto importanti. Così la Meyer guadagna e gli altri autori, anche bravi, affossano. A me questo dispiace, non mi sembra giusto. Saluti.

      • Elsio ha detto:

        Ehi, mi è venuta un’idea, perché non parli di questo nel tuo prossimo post, magari facendo una specie di sondaggio? Esempio: “Scarichi librimusica?” “Quante volte?” “Hai mai comprato un cd o un libro?” “Cosa pensi di chi scarica qualcosa illegalmente? Quali rimedi proponi per impedire ciò? Ti sembra giusto? Esprimi il tuo parere con un commento”.
        Sarebbe interessante(non so se hai già parlato di questo, speriamo di no 😛 ), potremo confrontarci tra noi! Cosa ne pensi?

        • topolinamarta ha detto:

          Sì, avevo in mente di fare una cosa del genere, magari approfittandone per parlare di “download illegali” e mettendo alla fine un sondaggio… bene, lo metto tra i prossimi articoli da organizzare 😉

      • Elsio ha detto:

        Scusa, ma mi è venuta un’altra idea! 😛 Che ne dici di fare un articolo che parla dell’uso eccessivo dell’inglese nella lingua italiana? Mi è venuta l’idea quando hai utilizzato la parola “download” invece di “scaricamento”. Purtroppo molte parole italiane stanno scomparendo a causa dell’uso continuo dell’inglese, invece di “festa” molti dicono “party”, “bibita” viene sostituita da “drink” e così via. Ciò influenza moltissimo i libri che leggiamo, potresti creare una specie di vocabolario delle parole italiane “dimenticate”. Anche qui starebbe bene un sondaggio. Scusa, ti sto assillando troppo. Prometto che dopo questo commento ti lascerò in pace! 😛 Saluti, Elsio. Buona giornata. 😀

        • topolinamarta ha detto:

          Tesoro, sinceramente “scaricamento” a me fa proprio schifo xD E poi ci sono delle parole inglesi che ormai hanno sostituito per sempre quelle italiane (sempre che esistano). Per fare un esempio, tu “computer” come lo tradurresti? In certi casi conviene usare la parola inglese, piuttosto che inventarsi a tutti i costi una traduzione che impiegherebbe come minimo altre dieci parole xD
          Comunque… ma va là, le tue sono ottime idee! 🙂 Prometto che ci penserò su! =)

      • Elsio ha detto:

        Io ho parlato di uso eccessivo dell’inglese nella lingua italiana, non ho detto che non bisogna utilizzare mai l’inglese.
        Ci sono parole che non hanno un equivalente in italiano, come computer. Ci sono però altre parole che stanno scomparendo, la parola “bibita” sembra inesistente. Io parlo di questo.
        P.S.: potresti non chiamarmi “Tesoro”? Odio questi nomignoli! 😀
        Buona giornata! 🙂

  7. Elsio ha detto:

    Perché è un libro sessista, ha una trama banale e scontata, terribile.
    Preferirei leggere addirittura Elisa Rosso e le sue porcherie(scusate per la parola) piuttosto che leggere anche la prima pagina di quel libro.
    La protagonista, Anastasia Steele, la classica ragazzina graziosa e bella dentro, arrendevole e senza personalità, si innamora del classico uomo bellissimo, intelligentissimo, ricchissimo Christian Grey non appena lo vede(il classico colpo di fulmine, di una banalità unica). Il ragazzo ha difficoltà ad impegnarsi e ha un passato oscuro, è un “dominatore”. Alla fine lui e la ragazza hanno un rapporto, una noia che di erotico non ha assolutamente nulla, per l’autore la vagina non esiste, chiamata continuamente “lì”.
    E pensare che il libro è rivolto principalmente a un pubblico femminile, stento a credere che esistano donne a cui piace questa specie di romanzetto, un ammasso di sessismo, noia e stereotipi, mi rifiuto di chiamarlo libro. Ecco perché questo libro è raccapricciante. 😈

    • topolinamarta ha detto:

      Ma infatti, gli scritti di Elisa Rosso sono infinitamente migliori, secondo me! 🙂
      Sono ben contenta di averlo abbandonato dopo pochi capitoli: così non mi toccherà recensirlo, dato che in questo caso dovrei inventarmi le valutazioni negative ^^

  8. Flavio Graser ha detto:

    Non mi ero accorto che tu avessi recensito il mio primo romanzo già in luglio, grazie quindi in ritardo.

    Due osservazioni solamente:

    – Il romanzo non è un giallo, è un dark fantasy. La prima parte serve a condurre per mano protagonista e lettore, passando dalla normalità al ‘sovrannaturale’. E’ buffo, però: secondo altre recensioni che ho ricevuto la prima parte è lenta e pesante, e la seconda è migliore. De gustibus, alla fine, come sempre! 🙂

    – Il romanzo è stato editato da un editor di mestiere, e non dico altro (fosse solo perché ho già raccontato la vicenda su un altro blog, scatenando un flame incredibile nei commenti)

    Ti inviterei a recensire il secondo romanzo e il terzo romanzo, ma visto che sono dark fantasy al 100% temo che non sarebbero di tuo gusto 🙂

    • topolinamarta ha detto:

      Buon pomeriggio, Flavio! Prego figurati, ma in ogni caso scusa: probabilmente la colpa è stata mia, dato che non ho pensato di avvisarti… scusa per il disguido :S

      – Il romanzo non è un giallo, è un dark fantasy. La prima parte serve a condurre per mano protagonista e lettore, passando dalla normalità al ‘sovrannaturale’. E’ buffo, però: secondo altre recensioni che ho ricevuto la prima parte è lenta e pesante, e la seconda è migliore. De gustibus, alla fine, come sempre!

      Certamente, ma trovo che in ogni caso la prima parte assomigli più a un normale giallo/thriller che a un fantasy. A parte questo sì, suppongo che sia una questione di gusti 🙂

      – Il romanzo è stato editato da un editor di mestiere, e non dico altro (fosse solo perché ho già raccontato la vicenda su un altro blog, scatenando un flame incredibile nei commenti)

      Non lo metto in dubbio, certo… però a mio giudizio alcune parti si sarebbero potute ulteriormente migliorare: come ho già scritto, per esempio, molti dialoghi suonano artefatti e per niente naturali.

      In ogni caso, sono felice che tu mi abbia fatto conoscere il tuo parere: io sono sempre favorevole al confronto tra “critico” e “criticato”, perciò se avessi altre domande/osservazioni sono a tua disposizione! 🙂
      Intanto ciao e a presto!

  1. maggio 27, 2013

    […] aspettate la recensione che farò di 100 incanti, che arriverà presto o tardi (EDIT: la trovate qui); c) la DeAgostini è liberissima di attuare le scelte di marketing che preferisce. Io ne sto […]

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