[Segnalazione] Inventabolario: il vocabolario delle parole inventate

 


Titolo:
Inventabolario
Sottotitolo: Il vocabolario delle parole inventate
Autore: Fabio Rizza
Editore: Book Sprint
Pagine: 192
Data di pubblicazione: 2012
Prezzo: 13,90
Formato: brossura
ISBN:  9788865951804

      

LA SINOSSI – Con l’inventabolario si esplorano le forze e le forme del linguaggio in uno sviluppo sintattico-semantico trasformante e trasformativo. I lettori e le lettrici sono proiettati in un mondo della parola metamorfica,fantapsichica e nelle sue definizioni immaginifiche. Così il visibile e l’invisibile si fondono e concreano nuovi porti concettuali anche attraverso una strana sostanza pre-invisibile chiamata scherzicina. Questo stranosferico libro è anche interattivo. Infatti, potete ridefinire alcuni vocaboli dall’autore inventati, riscrivendoli direttamente sull’inventabolario . Da questa interattività ogni copia del libro si trasforma anche nel suo originale caratterizzato dalla vostra creatività parolesca . Potrete così condividere l’inventabolazione con amici, pseudo-nemici, finti amici, presunti-parenti, fantaterrestri e finti extraterrestri. Un’idea per tutti. O per chi ne sa sviluppare i frutti?

L’AUTORE – Geometra linguistico, fantagiornalista, inventore concettuale e fiuturologo (dal fiuturo il futuro fiutato). Propulsivo inventore della fantarealtà che amplifica la perceptio comunicazionale.
Scrittore, che con i suoi testi – “Inventabolario”, il vocabolario delle parole inventate (Booksprint) e “Ingleliano”, l’inglese che sembra italiano (Boopen e Photocity) – esperimenta magmatiche sintattiche volte a risvegliare la creatività linguistica e nuovi territori dell’essere-parola la cui intenzione dà al linguaggio nuova azione. Da svariati anni, collabora con il giornale cartaceo e telematico Post.it con la sua rubrica “Inventabolario”. Dal 2008 ha attivato il sito fantagiornalista.com e il blog inventabolario.135.it

COS’È L’INVENTABOLARIO?

Fabio Rizza è un autore inusuale, lui stesso si definisce un inventore concettuale, che tenta di esplorare nel mondo delle parole suoni nuovi e storpiati. Curioso e attento alla realtà circostante, dotato di umorismo tenta, con il suo lavoro, di scoprire e far scoprire il gioco della parola.

A spiegare bene è forse il significato che attribuisce alla parola “Inventabolario: vocabolario inventato da un altro vocabolario”; ma anche il neologismo “Nullologia: la logica che serve a nulla”. E ancora “Trasmateria: la materia che TRASpare, TRASmette, TRASforma, TRASmuta. E se fa caldo? TRASuda. E se fa freddo? TRASmigra o TRAScende”. Termini che aiutano ad esplicare il concetto di Inventabolo.

In realtà, l’Inventabolario è quel vocabolario che è presente in ognuno di noi, entro il quale vi sono spesso parole impropriamente corrette, che se guardate dal punto di vista umoristico possono essere molto divertenti. Ad esempio la parola “Gattolicesimo: corrente culturale gattomattica, fondada da Bapa Soriano III. E’ un movimento specializzato in spiritualità felina, miagolata, ruffianata e natural-inventata”, la cui declinazione di significato che Rizza attribuisce ad essa in qualche modo sfocia nel “Dormolicesimo: gattolicesimo allo stato dormiente”.

Altre volte gli inventaboli sono anche fonte di riflessione della società. L’autore insegna che è possibile giocare anche con gli acronomi, così ad esempio: “M.A.N. sta per il Ministero degli affari nostri”, a sottolineare l’individualismo imperiante e al contempo un’introspezione generatrice di creatività. Sembra evidente che giocare con le parole sia il mestiere di Fabio Rizza.

Conscio che un neologismo possa essere polisemioco, ossia in grado di contenere più significati, egli ha coniato ad esempio “Reinterpretona: (1) Una grossa reinterpretazione, (2) interpretazione ingrassata”.

La seconda parte del libro è volta all’interazione con il lettore; il titolo è eloquente: ‘Dai un significato e un dormosignificato a questi inventaboli’. In questo modo il lettore è investito dal desiderio di poter creare significati alle parole ma allo stesso tempo può cimentarsi nell’arrangiare parole nuove con significati propri, diventando un co-autore del testo così ogni copia del libro risulta essere un unicum.

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