Erasmus & Co: come studiare all’estero – Intro

Così su due piedi mi vengono in mente almeno 20 nomi di miei coetanei e non che durante il liceo hanno trascorso un periodo all’estero: chi in terza, ma soprattutto in quarta; chi con Wep o Intercultura; chi per sei mesi e chi per un intero anno scolastico; chi in Scandinavia, chi in Canada o Stati Uniti e persino chi in Australia e Nuova Zelanda.
Tante storie e destinazioni diverse, ma su una cosa tutti concordano: che la loro è stata un’esperienza indimenticabile, grazie ai luoghi, alle persone e soprattutto alle culture che hanno imparato a conoscere.
“Non tutti quelli che vagano si sono persi.” – J.R.R.Tolkien

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Topolina oltreoceano

Buongiorno a tutti, amici! Oppure buona sera, buon pomeriggio, buona notte… Insomma, per dirla breve non so più che ore siano a casa mia, quindi scegliete pure il saluto in base al momento della giornata in cui leggerete questo articolo 🙂

Naturalmente vorrei già martellarmi le dita per aver riaperto il blog e averlo già abbandonato per più di un mese, ma per fortuna ho dei buoni motivi per essere sparita nelle ultime settimane, che trovate in parte in uno scorso post. Ormai tre settimane fa, infatti, la vostra Topolina ha preso l’aereo per la terza volta nella sua vita ed è volata negli Stati Uniti, per cominciare il primo semestre come exchange student presso il mitico College of Charleston.

Dopo un’avventura di alcuni giorni lungo la East Coast, sono finalmente e definitivamente arrivata a Charleston, dove tra poco inizieranno le lezioni.

Welcome to Charleston!

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Di vestitini, libri e tartarughe

Il 29 luglio, giorno in cui lascerò l’Italia per un po’, si avvicina.
Mentre il mio cervello – complice forse anche il caldo di questi giorni – manifesta segni di schizofrenia con pensieri del tipo

Happiness
“Che bello, non vedo l’ora! Tra poco me ne andrò da sola a esplorare il mondo e vivrò un sacco di esperienze meravigliose!”

e al tempo stesso

paura
“Ommioddio, che fifa bestiale che ho addosso, ma chi me l’ha fatto fare??”

(anche se, per fortuna, prevale il primo), mi viene in mente che forse non sarebbe male pensare a un qualche regalino per coloro che mi ospiteranno mentre sono in America. Continua la lettura di Di vestitini, libri e tartarughe

Scrivere per (vedersi) crescere

Ora che vi ho elencato un po’ de li fattacci mia – sperando di non avervi annoiato troppo -, forse vi starete domandando cosa c’entrino con la riapertura del blog.
Il fatto è che nell’ultimo anno ho vissuto tante nuove esperienze, e probabilmente i prossimi mesi saranno altrettanto pieni, se non di più: trasferirmi in un’altra città e iniziare ad abitare da sola, organizzarmi con pagamenti, scadenze e tutta la burocrazia immaginabile, affrontare esami non alla “tanto per” ma consapevole che ognuno di essi è un piccolo mattone per costruire il mio futuro… tutte piccole conquiste che hanno contribuito a farmi crescere.

Si ringrazia la Burocrazia per aver puntualmente contribuito a farmi imparare a cavarmela da sola :)
Si ringrazia la Burocrazia per aver puntualmente contribuito a farmi imparare a cavarmela da sola 🙂

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Come non annoiarsi mai

Vi avevo promesso le novità che Pensieri d’Inchiostro 2.0 porta con sé, e anche cosa ho combinato in questi mesi che mi abbia fatto quasi sparire da internet. Eccomi qua ad illustrarvi tutto quanto.

Avevo già scritto nel post Missing Mice che ho cominciato (e ormai concluso) il primo anno di università: tra esami e progetti vari sono arrivata a luglio piuttosto stanca. Però sebbene l’università richieda un impegno costante, credo sia inutile specificare che la mia vita è decisamente cambiata in meglio rispetto al liceo, a partire dall’interesse per le discipline di studio e dal livello superiore con cui queste mi sono state presentate (seee, basta fare matematica con l’unico scopo di sopravvivere alla Terribile Seconda Prova o studiare un inglese da scuola elementare!).
Approfondirò senz’altro la cosa in futuro, però intanto vi basti sapere questo: non tornerei mai e poi mai indietro 🙂

Università tutta la vita!

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2.0 (per il blog) e 20 (per me)

Ben ritrovati, cari lettori di Pensieri d’Inchiostro!
Desidero scusarmi fin da subito per la lunga assenza, ma come vi avevo promesso ormai parecchi mesi fa sono tornata, e porto con me tante novità succulente! 🙂

Per prima cosa, come avrà notato chi ha raggiunto questo post dalla newsletter, il blog ha traslocato: dopo alcune riflessioni ho infatti deciso di acquistare dominio e hosting, in modo da avere più libertà nella gestione del sito. In poche parole d’ora in poi nella barra degli indirizzi vedrete martapancaldi.com/pensieridinchiostro, anziché pensieridinchiostro.wordpress.com: in pratica se provate a cliccare su quest’ultimo, verrete automaticamente indirizzati al nuovo sito – che al momento ha ancora un layout provvisorio, ma è già operativo in quasi ogni sua parte.

Forse vi starete domandando chi sia questa fantomatica Marta Pancaldi. Mi piacerebbe dirvi che si tratta dell’alter-ego malvagio della vostra Topolina, che si è impadronito del blog e d’ora in poi lo utilizzerà per dominare il mondo… ma in realtà questi non sono altro che il mio nome e cognome 😀

Benvenuti dunque su Pensieri d’Inchiostro 2.0 (che, come mi fanno notare dalla regia, può anche significare il cambio di cifra che ho festeggiato giusto ieri: signore e signori, la Topolina ora ha 20 anni! :D)!

Vi invito a inserire la vostra email nel campo qui di fianco se desiderate ricevere le notifiche di nuovi articoli, poiché questo sarà uno degli ultimi post che pubblicherò su entrambi i blog.
Purtroppo il trasferimento di un sito da un indirizzo a un altro comporta sempre un periodo di “transito”, e se è facile invitare i lettori ad aggiornare il proprio link tra i preferiti, non lo è altrettanto convincere Google a reindirizzare tutti i contenuti precedenti… però confido che nel giro di poche settimane la situazione si stabilizzi e che il nuovo sito soppianti presto il vecchio fin negli angoli più remoti dei motori di ricerca.

Questo naturalmente era solo un breve aggiornamento: continuate a passare di qui, mi raccomando, perché nei prossimi giorni vi illustrerò tutte le novità di cui parlavo.
Buona permanenza a tutti e un mondo di grazie a coloro che mi hanno seguito fin qua!

Grazie a mia madre per la bellissima (e buonissima) torta e scuse alla fragola in mezzo che è stata sfregiata dal punto...
Grazie a mia madre per la bellissima (e buonissima) torta, cera a parte, e scuse alla fragola in mezzo che è stata sfregiata dal punto…

Erasmus Photo Contest: Vota anche tu!

Riemergo da montagne di libri per chiedere un favore a tutti voi che mi seguite – sperando che non mi arrestino se per una volta faccio un po’ di auto-pubblicità.

L’organizzazione Erasmus+ (quella che finanzia i programmi di studio all’estero per ragazzi universitari, per intenderci) ha proposto un contest fotografico per celebrare i suoi 7 anni, con un gustoso buono Amazon da 200€ in palio e poche semplici regole da seguire: scatti in tema col numero 7 e massimo tre upload a persona.

Da brava fotografa dilettante non ho saputo resistere e ho provato a inviare un paio di mie foto e… non ci crederete mai (io per prima non ci credo tuttora) ma sono state entrambe selezionate tra le 9 in finale! 

Inutile dire che se passate dalla pagina del contest Erasmus per votare solo e soltanto i miei due scatti perché sono i più bellissimi le vostre foto preferite, renderete la vostra Topolina molto contenta 🙂 Se poi riusciste, con la vostra preferenza, anche a farle vincere quel delizioso buono (… tesssoro, tesssoro…), può darsi che la vediate saltare fuori dallo schermo e abbracciarvi stretti stretti… <3
Ah, dimenticavo: avete tempo fino al 20 febbraio per votare.

A questo punto, direi di lasciare che vinca il migliore!

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… Dalla regia mi sussurrano: “Ma come fanno i tuoi lettori a sapere quali sono le tue foto, visto che sulla pagina non ci sono i nomi?”
Naturalmente lo sapranno perché rimarranno senz’altro folgorati dallo splendore di cotali scatti le sto per pubblicare anche qua sotto 🙂
Eccole qui:

photo er+

Missing Mice

A seguito delle numerose richieste che ho ricevuto, scrivo un breve post per aggiornare la situazione.
Visto che ormai parecchi me l’hanno chiesto: no, la Topolina non è morta 🙂 A dire il vero è viva e vegeta, nonché più scattante che mai, e i motivi di questo suo gaudio  sono anche le medesime ragioni per cui è scomparsa.

Come molti di voi già sanno, il 2014 è stato per me l’anno della maturità, che per una serie di ragioni che non sto a elencare è stata una faccenda alquanto tosta (in poche parole, ho scoperto cosa significa vedere il mio tempo praticamente monopolizzato dalla scuola – e non è una bella cosa, credetemi).
Ad ogni modo –  grazie al cielo – anche la maturità è andata, e in seguito sono riuscita a realizzare quello che era il mio sogno da gennaio di quest’anno: entrare alla mitica FUB, Free University of Bozen-Bolzano. (A dire il vero sapevo di essere stata presa già a maggio, quando è uscita la graduatoria in seguito ai test di ammissione, ma per ovvi motivi ho potuto confermare l’iscrizione solo a maturità ultimata.)

So già che vi starete chiedendo: “ma perché andare fino in Südtirol (dove ci stanno i crucchi che parlano solo tetezko, ja!!!), quando c’hai per dire la Alma Mater Studiorum a quattro passi?”
I motivi di questa mia scelta un po’ particolare sono stati numerosi, forse troppi per elencarli tutti. La ragione principale, in ogni caso, è la seguente: sapevo di volere un corso di ingegneria informatica e soprattutto sapevo di volerlo in inglese. Be’, si dà il caso che quello di Bolzano sia l’unico ateneo in Italia che offra un’opzione del genere. Tanto più che al liceo ho avuto l’opportunità di studiare anche un po’ di tedesco, che ho sempre adorato nonostante la sua complessità… quindi detto e fatto: finalmente sono anch’io una matricola, in quella che – secondo il mio modesto parere – è la migliore università che avrei mai potuto scegliere. Scherzi a parte, dopo quasi due mesi di lezione credo davvero che non sarei voluta andare in nessun altro posto 🙂

Cosa c’entra la mia carriera scolastica/universitaria col blog? Be’, c’entra eccome, perché come forse avrete notato in pratica è più di un anno che non pubblico un post decente (lo so, sono vergognosa). Non perché abbia improvvisamente esaurito l’ispirazione: tutt’altro. Semplicemente, l’idea di scrivere una recensione, o un articolo in generale, in fretta e furia, senza avere il tempo di rifletterci su, mi fa schifo… perché alla fine gli ultimi articoli che ho scritto erano così: battuti velocissimamente, dopo aver letto il relativo libro con la testa da un’altra parte. Non mi piace lavorare così, punto.

In secondo luogo c’è un altro fatto subentrato da poco, ovvero che, data la natura del corso che sto frequentando, è importante per me esercitare la lettura e la scrittura in lingua. Questo significa che al momento sto leggendo soprattutto libri in inglese, il che inevitabilmente “ruba” tempo ai romanzi che gli scrittori esordienti hanno deciso di inviarmi. Ecco perché penso che la soluzione più sensata sia congelare Pensieri d’Inchiostro (e quindi anche il progetto delle recensioni) fino a quando non avrò più tempo per dedicarmici seriamente – cosa che in pratica ho già fatto, anche se mai ufficializzato, e riguardo a questo desidero scusarmi con tutti quelli in attesa.

Ciò naturalmente non è sinonimo di chiudere i battenti: i commenti ai vecchi post sono sempre aperti, quindi avete la completa libertà di scrivere qualcosa, se avete voglia di rispolverarli.
Con questo la Topolina vi saluta, ringraziando tutti coloro che stanno continuando ad alimentare, volontariamente e non, le visite del blog (‘azz… noto adesso che siamo quasi a 300’000 click! *__*).

Bacioni topolosi a tutti quanti! <3

international mouse

 

PS: ringrazio il mio nonostante tutto fedele lettore Prof. Gemelli, per avergli preso in prestito il soggetto di una sua email e averlo trasformato nel titolo di questo post 🙂

[Recensione] L’inverno e la primavera

Buona domenica, popolo di internet! Ecco a voi una nuova recensione, naturalmente del nostro caro progetto! 🙂

Titolo: L’inverno e la primavera
Autore: Annalisa Caravante
Tags: guerra, amore, storia
Editore: CoreBook
Pagine: 440
Anno di pubblicazione: 2013
Prezzo: €7,99
ISBN: 9788896560594
Formato:  eBook (ePub, PDF)
Illustrazioni: Simona Lazzaro
Valutazione: 4,5
Grazie all’autrice per avermelo inviato in formato eBook.

 sito editore sito dell'autore  ibs
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RIASSUNTO – Mara vuole raccontare al mondo le atrocità dei campi di concentramento nazisti. Lei è una giornalista e una donna e non può chiudere gli occhi difronte alla pazzia delluomo capace di ridurre i suoi simili in ombre private perfino della propria dignità. Martina è troppo piccola per capire la guerra, troppo ingenua per difendersi dalle brutture del mondo, troppo libera per restare imprigionata nellipocrisia e nelle convenzioni. Lei sogna di imparare a leggere e a scrivere, sogna una vita diversa, sogna lAmore. Mara e Martina, due donne e un solo uomo a cui entrambe, attraverso percorsi diversi, sono legate da un amore profondo e indissolubile. La Napoli del dopoguerra raccontata attraverso una storia damore e di sofferenza nella quale i destini di gente diversa si incontrano e si intrecciano, dando vita ad un romanzo avvincente che tocca le corde del sentimento in un continuo alternarsi di sfumature: amore, amicizia, perdita, dolore ma sempre e comunque speranza. In un continuo alternarsi di inverno e di primavera.

L’AUTRICE – Annalisa Caravante è nata a Napoli nel 1977. Vive ad Acerra ed è diplomata in lingue. Ha molteplici interessi, come il disegno e la fotografia artistica, ma ama soprattutto scrivere. Lo fa sin da piccola, quando inventa brevi racconti da leggere alle sorelle e ai piccoli della sua famiglia. In seguito, già in età adolescenziale, scrive alcune poesie che sono state raccolte in un libro, inedito, dal titolo “La poesia e le altre”. Nel 2004 scrive il suo primo romanzo “Odissey life”, al quale ne segue uno nel 2008, “Tersa gli occhi del vento”, entrambi inediti. Contemporaneamente scrive racconti comici su un forum. Nel 2008 nasce la prima stesura de “Il paese degli aghi di pino”, ispirato ai lavori di Matilde Serao, di cui Annalisa apprezza molto “Il paese di Cuccagna”. Il romanzo, completato nel 2011, è la sua prima opera pubblicata.

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